Ferrari si separa da FCA. Il 10% del Cavallino Rampante verrà quotato in Borsa mentre l’80% detenuto sarà distribuito ai suoi azionisti. È questa la decisione a sorpresa del consiglio di amministrazione della “nuova Fiat” tenutosi nella nuova sede londinese. La collocazione in Borsa, una parte a New York e una parte in Europa (forse Piazza Affari), sarà affidata a JP Morgan con una ipo prevista a metà 2015. Le azioni potrebbero essere offerte a un prezzo che si ipotizza tra 3 e 6 dollari. Secondo gli analisti il “valore d’impresa” della Ferrari è valutato intorno a 9 miliardi, compreso il dividendo. Quindi il 10% dovrebbe essere sui 900 milioni, quasi il quadruplo rispetto a quattro anni fa quando il Cavallino si ricomprò il 5% posseduto dal fondo arabo Mubadala per 122 milioni di euro.

Sergio Marchionne vuole vedere la Ferrari davanti a tutti e scrivere nuovamente il nome della rossa nell’albo d’oro di F1. L’ultimo Mondiale conquistato dalla scuderia di Maranello è quello Costruttori del 2008 e nella prima intervista da presidente, l’ad di FCA pare avere le idee chiare: “Una Ferrari che non vince sulle piste di Formula 1 non è la Ferrari - ha dichiarato alla rivista inglese Autocar -. La mia priorità è riportare la Ferrari a vincere al più presto perché si possono vivere periodi sfortunati, ma la sfortuna non deve diventare un elemento strutturale del marchio”.

Sergio Marchionne resterà presidente del Cavallino anche dopo lo scorporo: “Con l’intento di rafforzare il Piano 2014-2018 e di massimizzare il valore dei nostri business per gli azionisti, è appropriato che noi perseguiamo percorsi separati per FCA e Ferrari - ha detto l’ad -. Penso che abbiamo fatto la cosa giusta: in questo modo la Ferrari verrà valutata come merita. La migliore strada futura è garantire al marchio la propria unicità per evitare una contaminazione con l’accostamento a un produttore del mercato di massa”.

Nessun aumento di produzione che resterà limitata alle 7 mila unità del 2014: “La Ferrari è una azienda unica al mondo ed è una grandissima opportunità quella di preservare l’italianità dell’azienda”. Un concetto sottolineato anche dal presidente FCA John Elkann: “Sono felice di questo nuovo passo in avanti. Insieme alla recente quotazione delle azioni di FCA sul NYSE, la separazione di Ferrari preserverà la rinomata tradizione italiana e la posizione unica del business di Ferrari consentendo agli azionisti di FCA di continuare a beneficiare del valore intrinseco di questo business”.

Secondo il Sole 24 Ore, Marchionne, dopo aver pianificato la produzione del primo motore Ferrari assemblato lontano da Maranello (nella fabbrica Chrysler di Trenton) che potrebbe equipaggiare il futuro Suv Maserati, potrebbe essere affiancato nel business plan dei nuovi modelli da Harald Wester, già alla guida di Maserati e Alfa Romeo. Tra le ipotesi una grande berlina col marchio del Cavallino sul cofano. Più difficile pensare a un ingresso nelle due ruote nonostante le competenze di Piero Ferrari, il figlio del Drake che detiene il 10% del pacchetto azionario.

Mentre si attende l’annuncio ufficiale dell’ingaggio di Sebastian Vettel, i milioni di tifosi per il mondo che non possono permettersi una rossa presto potranno diventare azionisti della Ferrari.

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