La Ferrari è a Maranello, circa 47 chilometri di distanza dall’epicentro del sisma emiliano di martedì mattina. La scossa delle ore nove, quella che ha superato l’intensità di 5 punti della scala Richter, ha sconvolto l’attività della fabbrica automobilistica. 

La Ferrari, tramite simulazioni ed operazioni in fabbrica, si sta preparando al prossimo gran premio, quello che porterà il Circus in Canada. Il terremoto però ci ha messo lo zampino. Dopo l’evento sismico abbastanza sconvolgente del 20 maggio, c’è stata una scossa molto forse, 5,8 punti, nella zona del modenese.

Nel crollo degli edifici le vittime sono state più di quindici, di cui i due terzi sono cittadini che stavano lavorando all’interno dei capannoni industriali delle loro aziende. La Ferrari, appena dopo il sisma, raccontato in diretta tramite Twitter da Alonso, ha deciso di mandare tutti i dipendenti a casa.

La fabbrica, stando ad una prima ricognizione non ha subito danni ma la scelta d’interrompere l’attività, è stata oltremodo sensata. Luca Colajanni che guida l’Ufficio Stampa ha confermato la sospensione delle attività lavorative per permettere ai dipendenti di raggiungere le famiglie.

Diversa la scelta di altre due fabbriche legate al mondo dei motori e presenti sempre nei dintorni di Modena: la Ducati ha deciso di chiudere gli stabilimenti, mentre la factory della Toro Rosso a Faenza resterà aperta.