L’estate entra nel vivo, il sole e le alte temperature rappresentano le condizioni ideali per viaggiare a cielo aperto, quindi ci vuole un’auto d’eccezione per vivere al massimo la bella stagione, magari una Ferrari, di quelle con il tetto retraibile, e con un nome che evoca antiche suggestioni: California. Ebbene, eccola qui, la sportiva di Maranello più poliedrica, completamente rivista, con quella T che si aggiunge al nome ed indica la presenza del motore V8 sovralimentato. L’abbiamo guidata su strada, dove può affrontare viaggi anche di lunga distanza con un comfort inaspettato, ma può regalare quelle emozioni che solo una vettura con il Cavallino Rampante riesce a trasmettere.

Non cercate punti di contatto con la versione precedente, quella T è una sola lettera ma vuol dire tanto, perché a parte il tetto e il parabrezza, la California è tutta nuova, e non c’è una parte del corpo vettura che sia rimasto uguale. L’auto in questione è ancora più bella, più grintosa, con quelle prese d’aria supplementari, le aperture posteriori, e quella zona laterale dietro i passaruota anteriori che riporta alla mente la mitica Testarossa del 1957. È una sportiva elegante, aggressiva se osservata da alcune angolazioni, ed ha un gran portamento.

Il bello è che è anche comoda, si sta seduti nel modo giusto per guidare davvero, ma non ci si sente limitati come su altre vetture ad alte prestazioni, e poi basta aspettare 14 secondi per far sparire il tetto e ritrovarsi immersi nell’ambiente circostante. Comunque è un’auto che non ammette distrazioni, una vera Ferrari, per cui tutti i comandi principali sono raggruppati sul volante: dal pulsante dell’accensione, alle frecce, fino ad arrivare al manettino per determinare il carattere della California T.

Già perché dovete sapere che è l’auto scelta da Vettel per le vacanze, quindi era logico che dovesse avere qualcosa da muovere sullo sterzo, delle regolazioni selezionabili direttamente sul volante, un po’ come sulla sua SF15-T. Rispetto alla monoposto di F1 però, la scoperta in questione vanta anche il Turbo Performance Engineer, un piccolo display tra le bocchette d’areazione centrali tramite il quale, oltre all’orario ed alla temperatura esterna, si può tenere sotto controllo anche la pressione del turbo, e monitorare la prontezza di risposta e l’efficienza nei consumi espresse in percentuale. Ma non è tutto, grazie allo schermo centrale touch screen da 6,5 pollici relativo all’infotainment, che, volendo, può essere integrato anche con CarPlay di Apple, si possono collegare all’auto i dispositivi della mela morsicata. Insomma, un abitacolo sportivo ma moderno, rifinito con la classica cura Ferrari che vede protagonisti materiali di pregio come pelle e carbonio, e che offre anche due posti supplementari rispetto alle altre sportive del Cavallino (FF esclusa).

L’aspetto interessante, quando si sale a bordo della California T è che, nonostante sia una sportiva di razza, entrare nel suo abitacolo risulta un’operazione agevole, non c’è bisogno di compiere gesti atletici come su altre supercar; tutto è naturale, tanto che per alcuni istanti ci si dimentica del suo potenziale. Ma basta spingere il pulsante d’avviamento per sentire il cuore pompare più forte e quel brivido che scorre dietro la schiena. Il V8 non ha perso la sua tipica sonorità con il turbo, grazie ai condotti d’aspirazione della medesima lunghezza, quindi entra nell’anima ad ogni pressione sul gas e lancia un suono forte e tonante che non lascia dubbi sulle sue intenzioni.

Chiaramente, è un propulsore completamente rivisto, con turbine twin scroll, pistoni forgiati e profilo specifico d’alzata delle valvole, tanto per citare alcune soluzioni adottate, e mantiene l’albero motore piatto con manovelle a 180°. Inoltre, grazie ad un’altezza ridotta di 55 mm consente di abbassare il baricentro della Calfiornia T. Va bene, detto così, tutto questo vi trasmette poco, allora sappiate che una volta in marcia non si avverte minimamente il turbo-lag, quel tipico ritardo di risposta che affligge, da sempre, ogni motore turbo. La vettura di Maranello è progressiva in basso, travolgente non appena si superano i 2.500 giri e tira con grande impeto fino a 7.500 giri, il che è un valore di tutto rispetto per un’auto sovralimentata. Ma se tutto ciò non vi avesse convinto, allora è doveroso informarvi che la coppia non arriva sempre al massimo dei Nm per bruciare le gomme, ma varia in base al rapporto inserito: così i 755 Nm si ottengono solamente in settima marcia, mentre nei primi tre rapporti il picco si ferma a 615 Nm a 5.750 giri. In questo modo la guida risulta sempre equilibrata, e l’auto risponde in maniera sana alle sollecitazioni del piede destro.

Docile alle basse andature, dove risulta confortevole, la Ferrari California T cambia carattere a seconda dell’impostazione selezionata dal manettino, con cui si può passare dalla modalità Comfort a quella Sport ed infine alla più estrema ESC OFF, da provare solo in pista. Ecco, quando si trova la strada giusta e si inizia a guidare senza badare alla destinazione finale, si comprende l’essenza della California T, la sua grande capacità d’adattarsi al manto stradale, che sia liscio o dissestato, ed allo stile di guida del conducente: aiutandolo se è impacciato, assecondandolo se è esperto e smaliziato. L’avantreno comunica come pochi tra le trazioni posteriori, l’equilibrio generale è quasi commovente, mentre il retrotreno aiuta a chiudere le traiettorie concedendo quell’accenno di sovrasterzo che arriva in maniera gentile e progressiva. Ci si sente in armonia con il mondo e, quando le curve diventano improvvisamente più strette, entra in gioco l’impianto frenante Brembo in carbo-ceramica CCM3 che, è bene saperlo, dura per tuta la vita dell’auto (se non si va in pista). Con le grandi palette del cambio a doppia frizione tra le dita, si cerca sempre la marcia giusta, complice una velocità d’esecuzione più rapida di 40 ms, e le luci rosse a LED, presenti sulla parte alta dello sterzo, si illuminano in maniera progressiva, come sulle monoposto di F1, per indicare il momento giusto in cui passare al rapporto superiore. Difficile desiderare di più nella guida su strada, quando basta viaggiare ad andature convenzionali per sentirsi parte integrante di una grande auto e percepire in pieno l’emozione di essere al volante di una Ferrari.

Questa supercar da 316 km/h di velocità massima, capace di scattare da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi, vanta un bagagliaio di 340 litri (con tetto chiuso) e percorrenze di tutto rispetto nel ciclo misto: quasi 10 km/l con emissioni di Co2 ridotte fino a 250 g/km. Per cui, finanze personali permettendo, il suo prezzo è di 189.700 euro, potrebbe benissimo essere utilizzata ogni giorno.