Ferrari in Borsa, la quotazione è sempre più vicina. FCA, attraverso la sua controllata New Business Netherlands N.V. (che assumerà il nome di Ferrari N.V.) ha depositato presso la SEC (U.S. Securities and Exchange Commission) la documentazione relativa all’offerta pubblica iniziale di azioni ordinarie attualmente detenute da Fca. A precisarlo è stato lo stesso Gruppo FCA in una nota: “Il numero di azioni ordinarie oggetto dell’offerta e il range di prezzo dell’offerta - si legge nella nota - non sono ancora stati determinati, fermo restando che si prevede che l’oggetto dell’offerta non ecceda il 10% delle azioni ordinarie. In connessione con l’offerta pubblica iniziale, Ferrari intende presentare domanda per l’ammissione alla quotazione sul New York Stock Exchange delle sue azioni”.

Ubs Investment Bank, BofA Merrill Lynch and Banco Santander agiscono in qualità di Joint Bookrunners dell’offerta mentre Ubs Investment Bank riveste il ruolo di Global Coordinator: “Il registration statement relativo a tali strumenti finanziari è stato depositato presso la Sec ma non è ancora stato dichiarato efficace. Tali strumenti finanziari non possono essere venduti, né possono essere accettate offerte per il loro acquisto prima che il registration statement divenga efficace”. Lo scorso 9 luglio FCA aveva ribadito che l’operazione “non comporterà lo spostamento di personale da Ferrari, né ridurrà i livelli di occupazione o le attività attualmente condotte da Ferrari in Italia e non comporterà alcuna riduzione della base imponibile di Ferrari in Italia”.

La struttura societaria dovrebbe riflettere quella di FCA: sede legale in Olanda, sede fiscale nel Regno Unito e quotazione principale negli Stati Uniti. Secondo il Sole 24 ORE la scelta di quotarsi a Wall Street dovrebbe rientrare nella strategia di rilanciare a livello internazionale il brand che, secondo la classifica stilata da Brand Finance, è sceso dal primo all’ottavo posto nonostante il valore sia aumentato del 18% in un anno fino agli attuali 4,74 miliardi di dollari. Per quanto riguarda i tempi si attende il via libera della Sec anche se Marchionne non aveva escluso che la quotazione sarebbe potuta avvenire prima del 12 ottobre, un anno dopo la fusione Fiat-Chrysler. La Ferrari in Borsa a New York non esclude un’eventuale successiva quotazione anche a Milano.