Ferrari in Borsa anche a Milano. Nella mattinata del 4 gennaio, la rossa ha detto addio a FCA facendo il suo debutto a Piazza Affari. L’avvio delle contrattazioni è scattato alle 9 con una cerimonia a cui ha preso parte anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Davanti al Palazzo della Borsa, come era avvenuto a New York in occasione della quotazione a Wall Street, è esposta l’intera gamma della casa di Maranello: una decina di modelli tra i quali l’ultima nata, la F12 Tdf.

L’approdo a Piazza Affari arriva un paio di mesi dopo la quotazione a New York, il 21 ottobre con un prezzo iniziale di 52 dollari. Ferrari in Borsa a Milano ha debuttato a 43 euro per azione mentre a New York, nell’ultima seduta dello scorso anno, il titolo della Rossa di Maranello aveva chiuso a 48 dollari (circa 44 euro), con una capitalizzazione di mercato di circa 8,32 miliardi di euro.

A Palazzo Mezzanotte è intervenuto Sergio Marchionne, presidente della Ferrari, alla presenza di John Elkann, presidente di FCA, Piero Ferrari, figlio del fondatore Enzo, l’amministratore delegato della casa di Maranello Amedeo Felisa, il direttore del reparto corse Maurizio Arrivabene. Presente anche Lapo Elkann.

In occasione del debutto Raffaele Jerusalmi, Amministratore Delegato di Borsa Italiana ha commentato: “E’ con emozione e orgoglio che diamo il benvenuto oggi in Borsa Italiana a Ferrari, vera icona del lusso made in Italy e spesso considerato il brand globale più noto a livello mondiale. La scelta di Ferrari di quotarsi anche a Milano conferma il ruolo centrale di Borsa Italiana, sempre più riconosciuta a livello internazionale come piazza di riferimento per la valorizzazione di titoli espressione del lusso e dell’italianità”.

Ad ottobre 2014 il gruppo FCA ha annunciato l‘intenzione di scorporare Ferrari dal Gruppo. La prima fase dello scorporo avviene nell’ottobre 2015 con l’IPO al NYSE per la vendita del 10% delle azione detenute da FCA. Il processo di separazione si conclude con la quotazione di Ferrari a Milano, con il trasferimento dell’80% delle azioni detenute da FCA ai propri azionisti: il rapporto di concambio è di 1 a 10, cioè un titolo del Cavallino Rampante ogni dieci di FCA.

Tra il 6 e il 7 gennaio l’operazione sarà efficace e quindi venerdì 8 gennaio sarà il primo giorno in cui la totalità delle azioni Ferrari assegnate con lo scorporo sarà quotata regolarmente. Riflettori puntati soprattutto sul valore di FCA dopo la separazione di Ferrari. La stima è di poco inferiore ai 10 miliardi. L’operazione rientra nella strategia dei vertici di Fiat-Chrysler di valorizzare il marchio di Maranello e incassare risorse fresche per gli investimenti e la riduzione del debito, preparando il gruppo a un’eventuale fusione (General Motors in primis).