Il piano degli ecoincentivi per auto a basse emissioni partirà il 6 maggio ma già arriva la stangata da parte di Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, che ha definito la manovra il “Porcellum dell’auto” dichiarando a chiare lettere che “Il settore ha bisogno di un piano organico a tutto tondo, presentato al premier Renzi. Tale misura riguarderà solo l’1% del mercato privati. Le risorse sono dunque ridottissime e per le aziende le condizioni di accesso sono impossibili”, precisando inoltre “In un’ottica di spending review questa operazione non è etica. E’ da mesi e mesi che noi dichiariamo che questi incentivi non li vogliamo – sottolinea il presidente dell’associazione che rappresenta i concessionari di tutti i marchi commercializzati in Italia – e a nessuno sembra interessare. “Io personalmente – rincara Pavan Bernacchi – non ho mai sentito nessuno affermare di voler rinunciare a soldi pubblici a sostegno del suo comparto, e il fatto che noi ci siamo spinti a tanto dovrebbe far riflettere il nuovo Governo, in primis il premier Renzi e il ministro Guidi“.

“Ci hanno spiegato all’epoca – precisa Pavan Bernacchi – che non sono misure per sostenere il mercato ma un “esperimento” per ricavare dati e tendenze. Noi riteniamo che non sia il momento storico per fare esperimenti con i soldi pubblici. In ottica di spending review ogni singolo euro pubblico, che poi sono le nostre tasse, è importante. E questa operazione, per prima cosa, non è etica.” Il presidente di Federauto ricorda poi che “il mondo dell’automotive in Italia occupa 1.200.000 persone, fattura l’11,4% del PIL, e sta perdendo il 35% del fatturato rispetto alla media degli ultimi 5 anni. Noi – aggiunge – abbiamo bisogno di un piano organico a tutto tondo. Lo Stato introiterebbe più denaro, svecchieremmo il circolante con benefici per la sicurezza e l’ambiente e sosterremmo il mondo del lavoro”. Riguardo al provvedimento ecoincentivi del Governo, Pavan Bernacchi denuncia le difficoltà delle aziende nell’accedere ai fondi stanziati “perché le Partite Iva hanno l’obbligo di rottamare un autoveicolo di almeno 10 anni”.

La conferma che “questa impostazione non funziona è che lo scorso anno i fondi a disposizione dei privati sono terminati in mezza giornata, mentre quelli per le aziende sono rimasti in larga parte inutilizzati. Abbiamo in sostanza – conclude il presidente di Federauto – buttato soldi pubblici senza allargare il mercato, né ottenuto alcun dato interessante ai fini statistici. Motivo unico, lo voglio ricordare, per cui erano stati pensati questi incentivi nel lontano 2012″. Si preannunciano dunque giorni di fuoco tra Governo e rimostranze sul fronte dell’associazione dei concessionari, attendendo dopo il 6 maggio le dinamiche da parte degli acquirenti.

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