Sergio Marchionne è ricoverato dal 27 giugno nella clinica Rämistrasse di Zurigo in una condizione ritenuta oggi irreversibile. Il manager italo-canadese ha effettuato una operazione alla spalla sul finire di giugno e successivamente aveva confermato i suoi impegni con FCA all’inizio di luglio. Ma le sue condizioni si sono aggravate, tanto che adesso si trova in terapia intensiva, senza nessuna speranza di tornare a ricoprire i ruoli che ha avuto fino a questi giorni, come dichiarato da John Elkann. Quest’ultimo ha rilasciato infatti una lettera ai dipendenti dicendo che “Sergio non tornerà più”. Il presidente di FCA Elkann ha voluto inoltre ricordare i meriti del manager italo-canadese: ”Sergio – ha scrittto – è stato il miglior amministratore delegato che si potesse desiderare e, per me, un vero e proprio mentore, un collega e un caro amico. Ci siamo conosciuti in uno dei momenti più bui nella storia della Fiat ed è stato grazie al suo intelletto, alla sua perseveranza e alla sua leadership se siamo riusciti a salvare l’azienda”.

Viste le condizioni di salute critiche e le dichiarazioni di Elkann, nella giornata di sabato 21 luglio è stato convocato un CDA straordinario del Gruppo FCA, nel l’azienda ha definito anche la successione ai vertici della società. Alla guida di FCA è stato designato Mike Manley, responsabile del marchio Jeep. In Ferrari John Elkann da vice presidente è passato a presidente e come AD è stato nominato Louis Camillieri. A capo di Cnh invece il board ha scelto Suzanne Heywood come nuovo presidente del gruppo. Una notizia inattesa e insperata che scombina le carte di un Gruppo che sta crescendo, e che in questo modo perde il suo mentore e la sua guida, un uomo, Marchionne, che è riuscito a dare di nuovo vita ad una azienda che nel 2004 giaceva prossima al fallimento. Un uomo del fare che finanziariamente è riuscito a dare una svolta alla Fiat e non solo.