FCA prende sul serio la lotta alle intrusioni informatiche sulle proprie vetture. Dopo il caso avvenuto nel 2015 della Jeep Cherokee guidata a distanza da due esperti di cybersecurity, con conseguente richiamo per 1.4 milioni di veicoli, il gruppo guidato da Sergio Marchionne ha avviato un programma di ricompense per gli hacker e gli esperti informatici che riusciranno a “bucare” i sistemi delle auto FCA.

Il programma è aperto a tutti e utilizza la piattaforma di Bugcrowd, una comunità di hacker ed esperti al servizio delle aziende. Nello specifico i premi varieranno da 150 a 1.500 dollari in base al tipo di bug trovato e al potenziale rischio evitato. Oltre ad impossessarsi dei comandi della vettura, possibili attacchi ai sistemi dell’auto sono estremamente pericolosi in quanto potrebbero rubare dati personali dell’automobilista contenuti nello smartphone collegato al sistema di infotainment.

FCA non è però il primo produttore di automobili a collaborare con gli hacker; Tesla già collabora con Bugcrowd per scoprire errori nei propri sistemi, elargendo premi da 100 a 10.000 dollari. Come confermato dalla community, l’azienda guidata da Elon Musk avrebbe già pagato 132 premi, a conferma delle tante vulnerabilità sui sistemi presenti sulle vetture. Anche l’FBI è al lavoro sulle intrusioni informatiche nel campo automotive; il Federal Bureau of Investigation ha confermato come questo tipo di attacchi sia destinato a crescere nei prossimi anni.