Dopo lo scandalo che ha colpito la società tedesca Volkswagen anche la FCA, Fiat Chrysler Automobiles, è stata richiamata dalle autorità statunitensi per aver falsificato i dati sui morti e i feriti avvenuti con i loro veicoli.

La National Highway Traffic Safety Administration (Nhtsa) ha richiamato la società Fiat Chrysler Automobilies, accusandola di aver diminuito il dato relativo al numero dei morti e dei feriti avvenuti con le auto, e in generale con i veicoli, della società nata dall’asse Torino-Detroit.

Mark Rosekind, capo della National Higtway Traffic Safety, ha definito la differenza tra il dato “previsto” e il dato fornito dalla FCA una “mancanza significativa”. La Nhtsa si è già attivata per intervenire con “azioni appropriate per chiedere informazioni aggiuntive su questa mancanza”.

Tutto parte dalla società che si occupa dell’amministrazione legale di questi documenti, la Tread Act, che richiede alle case automobilistiche la trasmissione, entro cinque giorni dalla fine di ogni mese, la documentazione, relativa agli incidenti che hanno coinvolto dei loro veicoli, alla Nhtsa. Questo giro di documenti serve a prevenire, o quantomeno a cercare di farlo, che ogni anno  sulle strade americane circa 30 mila persone perdano la vita. Ciò avviene facendo un controllo sui veicoli incidenti, cosi da verificare se quei modelli hanno problemi di fabbricazione.

La Nhtsa ha affermato di aver riscontrato delle “discrepanze” nella comunicazione dei reclami ricevuti durante un “sostanzioso” periodo dell’anno. L’autorità statunitense ha affermato che “questo rappresenta una significativa mancanza nel centrare le responsabilità di sicurezza”.

L’autorità americana, da questo punto di vista, è impeccabile e pretende la massima serietà e disponibilità da parte delle case automobilistiche, il tutto per migliorare il sistema di controlli e per fornire più sicurezza agli automobilisti.