La notizia è di quelle che non lasciano indifferenti e vede protagonista il Gruppo FCA, visto che la Commissione europea ha dato vita alla procedura d’infrazione a carico dell’Italia in merito alle emissioni di alcuni modelli del Gruppo che sarebbero irregolari. Il condizionale è d’obbligo e adesso il nostro paese ha un margine di 2 mesi per dare una risposta e bloccare all’iter procedurale.

Tutto è nato dalla nota lamentela, tutta teutonica, in merito alle emissioni degli ossidi d’azoto della Fiat 500X, c’è stata poi un’indagine del nostro paese che aveva stabilito un verdetto positivo sulla faccenda, ma l’Europa vuole vederci chiaro e andare fino in fondo.

Si vuole verificare se c’è un impianto di manipolazione del quantitativo di NOx al di fuori del ciclo di omologazione, un elemento ammesso solo per salvaguardare il motore e quindi in circostanze particolari. Ma non è tutto, perché c’è un interesse anche sul verificare l’operato del nostro paese a livello governativo.

In pratica, la Commissione europea vuole valutare se i nostri rappresentati hanno fatto bene i compiti a casa e se hanno attuato le eventuali misure correttive qualora ce ne fosse stato bisogno. Insomma, un’indagine che dal mondo dell’auto si estende a quello governativo, e che vedrà degli sviluppi a breve.

Certo, prendendo atto di quanto è accaduto e sta accadendo al Gruppo Volkswagen, la speranza è che per il Gruppo FCA ci sia un lieto fine di tutta la faccenda, anche perché un’eventuale sanzione potrebbe comportare dei cambiamenti dei progetti a breve termine con le inevitabili ripercussioni su un paese già in difficoltà.