Maurizio Arrivabene ha festeggiato con la squadra la vittoria di Vettel a Singapore. Ma se il momento per la rossa è di quelli esaltanti, al tempo stesso il team principal della Ferrari sa perfettamente non bisogna farsi prendere da facili entusiasmi: “Il comportamento della macchina cambia di pista in pista - ha detto un’intervista al Corriere della Sera – . Ci sono situazioni favorevoli, e allora si tratta di approfittarne, e altre meno. A Monza la performance è stata buona su un circuito che non era tra i nostri preferiti ma spero che continui a ospitare il GP d’Italia. Quello che ho visto lì è stato fantastico”.

La rimonta iridata sembra utopia e Arrivabene ci tiene a sottolinearlo: “L’aritmetica dice che siamo in lotta per il titolo ma la Mercedes rimane forte. Tenteremo di cogliere ogni chance, ma con umiltà e piedi per terra”. Vincere nel 2016, però, dovrà essere il primo obiettivo: “Il presidente Marchionne quest’anno ci ha dato una grande spinta e ovviamente pretenderà che nel 2016 siamo come minimo competitivi per la lotta al Mondiale”.

Tra i potenziali scenari del 2016 la Ferrari potrebbe fornire i motori alla Red Bull. Un rischio che la rossa sembra disposta a correre: “Il rischio va giudicato in pista, non a priori. Noi, come Mercedes, vendiamo auto e motori: è lecito parlare con chiunque senza farsi remore. Poi è ovvio che per concludere un affare domanda e offerta devono incontrarsi”. Il rinnovo di Raikkonen, invee, appare un po’ come una scommessa: “Qualche suo collega ha scritto che ci pentiremo. Sarei ben felice di pentirmi se vincessimo il Mondiale. I piloti sono importantissimi, ma altrettanto importante è la collaborazione in squadra”. 

Ma l’elogio più grande, ovviamente, è per Sebastian Vettel: “Molti dicevano che vinceva solo perché aveva la macchina migliore e in certi momenti l’ho pensato anch’io. Oggi che lavoro con lui posso dire che, sotto certi aspetti, è anche meglio di Michael Schumacher. Come carattere intendo, perché Michael era uno introverso che si apriva solo con una stretta cerchia di persone. Seb è più solare, i ragazzi lo sentono uno di loro. Poi quando deve dire la sua non cede di un millimetro”.

Arrivabene rimpiange un po’ il vecchio circus:La mia F1 ideale l’ho vissuta 25 anni fa, per almeno 15 anni. Era competizione, spettacolo, cameratismo dopo la battaglia. Oggi vedo borse firmate, jet ed elicotteri: il mondo è cambiato ma non a tal punto da dimenticare che tra i vostri lettori c’è gente normale che chiede solo di essere più vicina a questo sport. Cerchiamo di farli sognare”.