“… incredibile, tutti e due sul podio, siamo una grande squadra, abbiamo la macchina per puntare al Titolo!” queste le parole scambiate al telefono e raccolte dalle telecamere del colloquio tra Fernando Alonso (foto by infophoto) ed il presidente Ferrari Luca di Montezemolo qualche attimo prima dei festeggiamenti davanti alle tribune del circuito di Montmelo festanti e piene di bandiere del cavallino.

Al GP di Spagna, quello di casa che per un pilota rappresenta sempre qualcosa di speciale, Alonso è tornato alla vittoria dominando una gara difficile e quanto mai condizionata dalla strategia e dalla gestione delle gomme, il fattore dominante di questa Formula 1.

Ha preceduto il finlandese Kimi Raikkonen ormai abituato al podio, è il quarto in cinque gare, e il rinato Felipe Massa che porta le seconda monoposto di Maranello al terzo posto.

La Ferrari non ha sbagliato nulla e la scelta di partire con una tattica a quattro soste per sostituire i pneumatici si è rivelata corretta. Chi ha preferito gestire le gomme e puntare su “sole” tre soste si è dovuto accontentare della piazza d’onore, con poche possibilità di puntare seriamente alla vittoria.
La Ferrari ha così recuperato al problema che sta assillando il team, quello delle qualifiche, (Alonso 5° e Massa 9° penalizzato) importante ma non proprio fondamentale, certo è che più si parte davanti smeno tempo si perde nei sorpassi e si rischia di meno. Su questo punto da Maranerllo si aspettano però novità e sviluppi annunciati da tempo.

Chi esce con le ossa rotte da Barcellona è la Red Bull che ha portato Vettel solo al quarto posto e Webber al quinto. Che tra la vettura campione del mondo e le gomme di quest’anno ci siano dei problemi è ormai un dato di fatto e le continue richieste di cambiare il prodotto sono un segnale di grande sofferenza. Però male come ieri non si era mai vista e i 38 secondi rimediati dal tedesco tre volte iridato sono un’eternità in F1.
Vediamo come reagiranno perché da Adrian Newey, il geniale progettista della scuderia austro-britannica, bisogna sempre aspettarsi qualche sorpresa.

Altro team che davvero non riesce a migliorare è la Mercedes. Non serve a niente continuare a fare delle Pole Position, sono tre di fila con quella spagnola, se poi non si riescono a sfruttare questi vantaggi. Rosberg e Hamilton sono scivolati indietro, sorpassati da tutti i migliori in soli pochi giri e se l’auto ha un grande potenziale sul giro secco sulla distanza è in crisi profonda. La comunicazione tra box e Hamilton che veniva invitato a rallentare per preservare le gomme e la risposta dell’inglese “più piano di così non posso andare” è molto preoccupante.

Parlare di Mondiale è davvero presto, siamo solo alla quinta corsa, ma comunque un quarto del Campionato è passato. La classifica è abbastanza corta con Vettel ancora in testa a 89 punti seguito da Raikkonen a 85 e Alonso a 70, tra l’altro gli unici ad aver vinto finora. Nei costruttori la Red Bull Racing mantiene il comando a 131 punti con la Ferrari che scavalca la Lotus portandosi a 117 contro 111.

Chiudiamo con il capitolo pneumatici. Urgono provvedimenti anche in questo caso. Non è possibile vedere la massima formula della velocita utilizzare cinque treni per completare i 300 km e le monoposto costrette a 4 pit stop. Rischiamo di scivolare nel grottesco, siamo alla formula gomme e non sempre vedremo vincere la vettura più performante (e tantomeno il pilota bravo) ma semplicemente quella che le sfrutta al meglio e addirittura le preserva in una sorta di “economy run”. Non è colpa del produttore, la Pirelli, che ha fatto solo quello che è stato chiesto dalla Federazione che pensa di ravvivare lo spettacolo in questo modo. Qualcosa è gia cambiato e la casa milanese ha promesso ulteriori migliorie per il GP di Silverstone per arrivare ad avere al massimo 2-3 soste a gara.
Prossimo appuntamento nel glamour di Montecarlo dove gli aspetti tecnici passeranno in secondo piano per le caratteristiche di un circuito ormai anacronistico per la Formula 1, ma sempre utilissimo per le passerelle dei Vip o presunti tali.