Parlare di sorprese in un circuito inedito come quello di Sochi forse potrebbe sembrare da una parte pleonastico e dall’altra forzato visto che la sinfonia alla fine del GP è stata sempre la stessa, la nona per la precisione, quella che ha visto ancora una volta protagonista Lewis Hamilton, che si conferma vincitore per la quarta volta consecutiva. Il tracciato stesso con le sue 18 curve, parecchie delle quali ad angolo retto, costituisce già una bella sorpresa in quanto concede molto alla possibilità di sorpasso e dunque allo spettacolo. Il fatto che poi l’ordine d’arrivo abbia ricalcato con precisione goniometrica l’esito del weekend, prove libere e qualifiche, di questo appuntamento col GP di Russia per quanto riguarda piloti e vetture, ha allontanato dalla testa ogni perplessità residua e il tanto sperato fattore sorpresa. Eppure la gara le sue sorprese le ha riservate. Eccome. Già subito all’inizio infatti Rosberg a pochi metri dalla partenza supera Hamilton ma è costretto a bloccare tirando una frenata paurosa per evitare di arrivare lungo e uscire di pista alla prima curva. La manovra però gli costa tantissimo perché lo obbliga ad entrare ai box e cambiare pneumatici (gomme medie) e dunque strategia. Poi fa una gara pazzesca e rimonta posizione su posizione fino ad arrivare secondo al traguardo, a ridosso del rivale.

Bellissima gara anche da parte dei cosiddetti “outsider”. Felipe Massa partiva male dopo un problema in qualifica e anche la strategia che prevedeva le gomme medie dall’inizio non lo ha aiutato. Costretto come Rosberg ad entrare ai box dal primo giro ha inficiato la prestazione del brasiliano escludendolo di fatto dalla competizione. Non così il compagno di scuderia Bottas che invece ha disputato una gara strepitosa conquistando un importantissimo podio in chiave classifica costruttori per le Williams. Molto bene anche le McLaren, un po’ risorte in questo finale di stagione dopo una pessima annata. Button in quarta posizione e Magnussen quinto nonostante la penalizzazione che lo ha visto retrocedere di cinque posti in griglia dalla sesta all’undicesima posizione. Male invece Kvyat, che ha un po’ deluso le aspettative dopo un gran weekend di qualifiche di fronte al suo pubblico.

Male anche le Red Bull con Ricciardo che non riesce a ripetere gli exploit ai quali ci aveva abituato e Sebastian Vettel che si rende protagonista di una gara anonima non riuscendo mai a essere veramente competitivo. Un discorso a parte va fatto per le Ferrari e soprattutto per quanto risguarda Fernando Alonso. Lo spagnolo infatti giunge “solo” sesto al traguardo, ma è una posizione che vale molto di più poiché considerando gli oggettivi deficit della Ferrari, Alonso riesce a difendere con le unghie e con i denti la sua posizione fine alla dine dagli attacchi incalzanti di Ricciardo che dopo il cambio delle medie da parte di Alonso aveva più passo, costretto a un certo punto a rinunciare. Più o meno situazione analoga per Raikkonen il quale però non aveva le Red Bull alle calcagna, ma difficile fare meglio con una vettura così poco competitiva. Tornando invece al discorso iniziale delle sorprese, vorremmo tutti gridare la frase scritta sull’asfalto di Sochi a inizio gara (“Jules we are all supporting you”) e accogliere la notizia delle ottime condizioni di salute di Bianchi. Questa sì, sarebbe la sorpresa più bella.

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