Meno male che erano in molti a credere di poter fermare la sua corsa. Invece Sebastian Vettel (foto by InfoPhoto) domina il GP di Singapore con un’autorità da far spavento. Una prova da vero marziano che di fatto, salvo sorprese, mette la parola fine alla lotta per il Mondiale. Ed è un vero peccato perchè Fernando Alonso, nonostante partisse dalla settima piazza, alla fine ha chiuso ancora una volta al secondo posto, dietro solo all’ET tedesco. Certo il distacco rimediato dall’asturiano della Ferrari, oltre 30 secondi, fa rabbrividire e rende l’idea di quanto gap ci sia tra la rossa e la Red Bull campione del mondo.

In ogni caso sul circuito cittadino di Marina Bay Nando porta a casa un altro podio dopo una pregevole remuntada. Una risalita, forse migliore, che compie anche Kimi Raikkonen, splendido terzo nonostante l’11esima casella di partenza e il dolore alla schiena che i maligni lo attribuivano alla sua scarsa voglia di onorare gli impegni con la Lotus. Massa chiude sesto, a oltre un minuto, dietro a Rosberg e Hamilton. Nel finale Webber rompe il motore ed esce di scena. Un piccolo segnale che anche le Red Bull sono umane. Guardando Vettel non sembra proprio.

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