Chi ha avuto la fortuna di assistere all’emozionante Gran Premio di Gran Bretagna avrà probabilmente pensato che un tale spettacolo non si dovrebbe nemmeno lontanamente vedere in Formula 1. Qualcuno si domanderà che razza di gomme Pirelli (foto by InfoPhoto) ha portato a Silverstone. Ne sono esplose quattro con una facilità impressionante. Tre episodi – Hamilton, Massa e Vergne – nell’arco di pochi giri (i primi oltretutto) sono inaccettabili. A questi si aggiunge la quarta gomma scoppiata di Perez nel finale. E meno male che dai box i piloti sono stati invitati alla massima prudenza altrimenti la lista si sarebbe probabilmente allungata.

Se è vero che il problema gomme, sempre più determinanti, esisteva anche prima di Silverstone nessuno si aspettava che mettesse così a repentaglio la sicurezza dei piloti. Se fosse successo per le vie cittadine di Montreal o a Montecarlo cosa sarebbe accaduto? Pirelli (ma un po’ tutta la F1) mette a referto un’altra figuraccia dopo lo scandalo del Mercedes Gate: visto anche il risultato odierno, aumenta il sospetto che i test effettuati dalla casa tedesca siano fondamentali per la tenuta di gara.

I “problemi di sicurezza”, a cui il regolamento fa menzione, rappresenterebbero da soli un motivo sufficiente per decidere di cambiare costruttore di pneumatici. La Pirelli ha appena fatto sapere di voler rimanere nel circus. Ma siamo davvero sicuri che il circus voglia ancora Pirelli?

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