La seconda giornata di test a Barcellona ha visto come protagonista la Red Bull che, con Ricciardo, è tornata a primeggiare. Certo, si tratta di risultati poco indicativi, perché, lo ripetiamo, arrivano nei giorni in cui i team si preparano per la messa a punto stagionale, ma risultano piuttosto importanti per il morale.

Il tempo di 1’24”574, ottenuto con gomme soft, non è stato l’unico dato significativo per la squadra di Milton Keynes, i 143 giri compiuti dal pilota australiano segnano un incoraggiante passo avanti a livello di affidabilità e rappresentano un segnale per gli avversari che, da oggi in poi, dovranno guardare le lattine volanti con più attenzione.

D’altra parte se nel 2014 la Red Bull è stata l’unica squadra a vincere oltre le inarrivabili Mercedes ci sarà pure un motivo, e visto che il punto debole della monoposto anglo-austriaca era rappresentato dalla power unit, dal 2015 potremmo vederla di nuovo tra le protagoniste assolute del mondiale grazie ad un’unita propulsiva più affidabile.

Al secondo posto di giornata troviamo una piacevole conferma, ovvero Kimi Raikkonen, che ha girato in 1’24”584, a soli 10 millesimi da Ricciardo, utilizzando le gomme soft. Insomma, la Ferrari c’è, è inutile negarlo, e forse, rispetto agli avversari, fa poco per nascondersi e non ha paura di scoprire le carte in tavola.

L’unica controindicazione alla prestazione odierna è rappresentata dal numero di giri, solamente 90 contro i 143 della Red Bull, pochi secondo molti, ma in realtà anche in questo senso è sin troppo semplice incorrere in errori di valutazione, visto che ogni team sta seguendo dei programmi specifici.

Sul podio di giornata finisce anche una vecchia conoscenza della Casa di Maranello, quel Felipe Massa che ha svolto il ruolo di comprimario in diverse stagioni prima di passare alla Williams, la monoposto con cui è tornato a competere a grandi livelli e che gli ha permesso di fermare il cronometro nel tempo di 1’24”672.

La Mercedes è stata strapazzata sia da Rosberg che da Hamilton, entrambe acciaccati per motivi differenti, dolori al collo per il tedesco, influenza per il britannico. I due hanno percorso, rispettivamente, 66 giri ed 89 giri, con Hamilton che ha infranto il muro del minuto e venticinque secondi con gomme medie, facendo segnare un tempo di 1’24”923. Se qualcuno voleva un segnale sulla competitività della Mercedes, beh, senza dubbio è arrivato.

Buone notizie, finalmente, anche in Casa McLaren, con Alonso che è riuscito a coprire ben 59 giri, un record per il team di Woking da quando sono iniziati i test, ottenendo anche un incoraggiante 1’25”961.