Il GP di Monza di F1 può salvarsi per altri cinque anni. Nel 2016, infatti, scade il contratto tra l’autodromo e il circus per ospitare il GP d’Italia. Per rinnovare l’accordo servono soldi che possono arrivare solo dall’aiuto del governo, quello auspicato da tutti. Non sarebbe ancora definitiva, infatti, la cancellazione dell’emendamento alla Legge di Stabilità (prima di Natale) che garantiva la defiscalizzazione dell’investimento di Regione Lombardia per l’autodromo, circa 20 milioni di euro.

Ecclestone vuole il doppio dei soldi

Lo annuncia la Gazzetta dello Sport secondo cui Ivan Capelli, presidente dell’Automobile Club Milano, ha fatto un annuncio: “Quell’emendamento, stralciato prima di Natale, è stato di nuovo inserito nel decreto milleproroghe che dovrebbe essere in discussone giovedì”. Ora bisognerà capire se in sede parlamentare l’emendamento sarà ammissibile anche perché senza soldi pubblici il GP rischia seriamente di sparire a partire dal 2017. Secondo Andrea Dell’Orto, presidente di Sias, la cifra richiesta da Bernie Ecclestone sarà quasi raddoppiata: si passerà da 11-12 a 20-22 milioni di euro l’anno, con il nodo dell’uso della palazzina che si affaccia sul traguardo con cui il boss del circus vorrebbe allargare il paddock club.

Nuovo assetto per rilanciare Monza

I soldi chiesti da Ecclestone sono comunque troppi considerando che l’ultimo bilancio di Monza segnerà un leggero rosso con un fatturato sceso a 25 milioni di euro (dai 32 dell’ultimo GP) e troppo legato alla F.1. Ecco perché pare utile puntare su altri eventi. In questa direzione andrà la nuova governance e il nuovo piano industriale di cui si doterà l’autodromo: Capelli ha affidato la direzione generale a Francesco Ferri, vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, e a breve arriverà anche Umberto Andreoletti, direttore generale dell’Autodromo di Franciacorta, che andrà a sovraintendere la programmazione sportiva.

Si punterà su moto, bici e cultura?

Obiettivo dare nuova linfa a un calendario ridotto all’osso per la prudenza dopo la bufera giudiziaria che ha travolto i vertici aziendali. Si cercherà di far tornare la SBK, e in futuro – come auspicato da Capelli alla presentazione dello scorso GP di Monza – la MotoGP con Dorna che gestisce entrambi i calendari (“i rapporti sono ben avviati” aveva detto a settembre Capelli). Ma per alzare il fatturato probabile che si battano altre come quelle di altri sport come running, ciclismo senza dimenticarsi della cultura. Si pensa a un ritorno del museo e a ospitare convegni. Su una cosa tutti sembrano essere d’accordo: sfruttare la vetrina di Expo 2015 come volano per il GP. Ma per convincere Ecclestone non basterà.