Il giro numero 29 del GP d’Italia 2014 è passato alla storia per due motivi: Fernando Alonso che parcheggia la sua Ferrari sulla ghiaia dopo 86 gare di fila (da Malesia 2010) senza ritiri per problemi meccanici. E la sfiducia in diretta di Sergio Marchionne  nei confronti di Luca Cordero di Montezemolo, accusato soprattutto per gli attuali risultati sportivi della rossa (qui i dettagli) nonostante nessuno in Formula 1 abbia vinto quanto l’attuale patron del Cavallino (14 titoli da presidente, 5 da direttore sportivo) e i risultati economici della Ferrari abbiano raggiunto livelli record negli ultimi anni.

A Monza è andato in scena uno dei weekend più neri della storia recente della scuderia di Maranello. E pensare che sul circuito brianzolo il Cavallino ha trionfato ben 18 volte. Stavolta, di fronte al proprio pubblico, la rossa ha raggiunto il punto più basso. Una deriva tecnica, nonostante il recente cambio al vertice della gestione sportiva, che si accompagna a quella politica. Un caos generale scoppiato proprio nel GP di casa, quello che rischia di scomparire, e che non fa bene all’ambiente F1.

A salvare l’onore degli italiani, ma solo per via delle loro origini, ci hanno pensato un grande Felipe Massa, terzo con una Williams velocissima. Emozionante rivedere il brasiliano salire sul podio nella sua seconda casa, dopo Interlagos, in mezzo all’affetto dei suoi ex tifosi. Un plauso va fatto anche al suo collega Bottas, che non ha nulla di italico ma autore di una splendida rimonta, ma soprattutto a Daniel Ricciardo. L’australiano di origini italiane ha iniziato malissimo il weekend di Monza ma domenica ha regalato spettacolo con due manovre identiche, a riprova di un talento certificato che studia le gare nei dettagli.

A farne le spese, prima Perez, poi Vettel, che ha provato a resistere ma poi ha dovuto ancora una volta ad arrendersi a un compagno di squadra che è passato in pochi mesi da “predestinata vittima sacrificale” al classico “allievo che supera il maestro”. Due manovre in fotocopia, nello stesso punto del circuito: la variante della Roggia. Poco più avanti, alla prima di Lesmo, Alonso aveva regalato un sorpasso fantastico ai danni di Perez prima di alzare bandiera bianca. Troppo poco per salvare la faccia della rossa.

Foto Facebook FernandoAlonsoOficial

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