Il Gran Premio d’Italia di Monza rischia di morire. L’accordo tra la Formula 1 e lo stesso circuito brianzolo scadrà nel 2016 e, senza un rinnovo e una nuova intesa, dopo quell’anno non si correrà più. Fine di una storia lunga 85 anni. No, non posso immaginare una cosa del genere: ma vi rendete conto? Togliere Monza dal calendario del Mondiale di Formula Uno è un po’ come togliere Silverstone, Montecarlo. Totem dei motori, di una vita passata ad alta velocità. Certo è che, però, le colpe le abbiamo anche noi italiani.

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Già, perché ci sediamo sugli allori, non ci rendiamo sensuali, capaci di attirare qualcosa di fresco, mostrare un’immagine nuova. Purtroppo o per fortuna dei nostalgici, il Gran Premio di Monza è oggi come era dieci, quindici anni fa. Impensabile, soprattutto alla luce della grande concorrenza che arriva dall’estero: concorrenza che porta tanti soldi e tanta voglia di sport. Certo, ci sono esempi nati e morti nel breve (India, per esempio), ma se non ci manteniamo su certi livelli c’è ben poco da fare: “Anche il Governo deve darci una mano”, ha detto Ivan Capelli. Vero, ma si parte dal basso. Iniziamo a rendere più appetibile tutto ciò che possiamo (magari, durante la conferenza stampa, una cartella in formato Usb, una rete Wifi, eccetera) e magari anche all’estero l’immagine dell’Italia cambierà. Forse.

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