ORDINE D’ARRIVO

GRIGLIA DI PARTENZA

QUALIFICHE DI GARA

Dopo Spa è successo di tutto in casa Mercedes con il Gran Premio del Belgio che si è rivelato un autentico sconquasso per la scuderia tedesca. Rosberg l’ha fatta grossa in gara ma è anche il pilota “di punta” del team Mercedes e sia Lauda che Wolff (con quest’ultimo che in prima battuta aveva un po’ montato la furia) si sono limitati a ribadire in maniera ferrea un codice di comportamento di scuderia, una regola di non belligeranza gratuita, che per altro non significa affatto divieto di competere ai limiti delle proprie possibilità ma semplicemente di farlo gratuitamente, a due giri dall’inizio di una gara. Lewis Hamilton (foto: Tumblr) non gliel’ha mandata a dire e sono anche volate parole grosse con un’amicizia, mai autenticamente decollata, definitivamente interrotta. Ma è sul “campo” che Hamilton vuole dimostrare a tutti che ha tutto il diritto di venire tutelato dalla sua scuderia perché oltre a essere un pilota e un uomo, è anche un campione. Ecco perché oggi a Monza nell’abitacolo della Mercedes 44 non c’era un pilota qualunque ma una tigre rabbiosa di competere e famelica di vittoria. Non c’è stato neanche bisogno dell’attendibile corpo a corpo tra i due rivali, perché Hamilton oggi psicologicamente Rosberg se l’è divorato. Non è ben chiara la causa dell’errore del tedesco alla Roggia che ha lasciato via libera al britannico per la sesta vittoria stagionale (seconda a Monza e 28a in carriera), sicuramente oggi a livello mentale si è sentito un agnellino inseguito da un leone. I più maligni potrebbero subito alludere a questioni di coscienza sporca, fatto sta che Rosberg giunge comunque secondo al traguardo e gli eventuali ferri corti da gara sono rimandati a Singapore.

Le gerarchie del weekend di qualifica facevano legittimamente ipotizzare un gran bel giorno per le Williams, e gran bel giorno è stato dopo aver dimostrato nel fine settimana di avere gran passo e gran ritmo le vetture del team inglese hanno conquistato un meritato podio con Felipe Massa, il primo stagionale per il brasiliano e l’atteso protagonista Valtteri Bottas è giunto quarto dopo una gara in totale rimonta a causa di una partenza tutta da dimenticare. Non c’è dubbio che se quest’anno fosse possibile parlare di concorrenza Mercedes, dovremmo guardare inderogabilmente dalle parti di casa Williams.

Seguendo la logica di qualifica ancora una volta con le sue relative annotazioni gerarchiche, avremmo dovuto spuntare al traguardo le altre due vetture con motore Mercedes, ma le McLaren di Button e Magnussen, pur fastidiose in gara, hanno ceduto la quinta e sesta posizione rispettivamente a Ricciardo e Vettel. L’australiano con origini nostrane, dopo una partenza praticamente da fermo (nel senso che fermo è rimasto sopravanzato da 5 o 6 vetture) si è prodotto nel finale di gara in una sequenza spettacolare di sorpassi (nell’ordine, Raikkonen, Perez, Magnussen, Button, Vettel) fino ad arrivare a togliere gli adesivi anche alla vettura di un incredulo, inane e quasi rassegnato Sebastian Vettel, che poi si è limitato a difendere la sesta posizione dall’attacco delle McLaren. Ci ha in sostanza pensato il pilota outsider della Red Bull a ravvivare una gara che fino a quindici giri dalla fine non aveva più nulla da dire. Prosegue invece, e anzi peggiora, il disastro Ferrari con Alonso costretto al ritiro in seguito alla rottura del motore durante il 30° giro e Raikkonen che deve accontentarsi di raggranellare qualche striminzito punticino regalatogli dal nono posto (lui che era giunto decimo) dal penalizzato Magnussen.

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