Non bisogna essere certamente dei geni e nemmeno particolarmente “scemi” per capire che la situazione del mondiale è compromessa.
C’era molta attesa al GP d’Italia (qui delle bellissime foto live da Monza) dove ci si aspettava una risposta della Ferrari per tenere ancora aperto il campionato. L’obiettivo era chiaro, arrivare davanti a Vettel ma ancora una volta il pilota della Red Bull si è imposto allungando così il vantaggio ora a quota 53 punti. Tutto su un circuito come quello di Monza che era stato pronosticato come sfavorevole alle monoposto blu. Un distacco molto ampio con solo sette gare da disputare; in pratica il tedesco ha due GP di sicurezza e se si dovesse ritirare nelle prossime due gare, con Alonso al tempo stesso vincitore, si ritroverebbe comunque ancora in testa.

Così dopo le polemiche delle comunicazioni radio durante le qualifiche tra Alonso e il team, la Ferrari ha combattuto con ogni mezzo, dimostrando di essere migliorata ma non ancora al livello degli avversari anglo-austriaci. La scuderia di Maranello è tornata ad essere la seconda forza del mondiale e “più che lottare come dei leoni” come ha detto l’ing. Stella responsabile dell’auto dello spagnolo per complimentarsi a fine gara, non si può fare.

La Red Bull in questo momento è superiore a tutte le altre vetture, fortissima in qualifica (cosa che manca alla Ferrari), imbattibile in gara con un Vettel ormai sempre più maturo e capace di gestire le corse con una tranquillità mai dimostrata finora, confermando che è l’unico a sfruttare al meglio la RB 9. Con un muretto che lo guida magistralmente, cosa che non sempre succede in Ferrari. Inoltre se non si fosse ritirato a Silverstone forse staremmo parlando di qualcosa di diverso.

Con questa ha messo in carniere il suo 32° centro in 118 partecipazioni, le stesse vittorie di Alonso ma con sei anni di meno, la 40° pole position e il sesto centro stagionale (su 12 disputate), in pratica ha vinto quanto tutti gli altri piloti.

A breve scopriremo anche chi affiancherà lo spagnolo il prossimo anno. Raikkonen resta favorito ma qualche possibilità ce l’hanno ancora Massa e Hulkenberg ieri quinto con una Sauber che non è proprio il massimo della competitività. Meglio due punte forti o una sola? Difficile rispondere ma se si vuole vincere il titolo costruttori bisogna avere due piloti forti. Anche in Red Bull in fondo i punti arrivano sempre da tutti e due.
Unica nota positiva il ritorno al secondo posto nella classifica marche della Ferrari anche se comanda sempre la Red Bull con 352 punti, 104 in più dell’avversaria.

Il verdetto definitivo è rimandato a Singapore, pista solitamente favorevole alla Red Bull che ha vinto proprio con Vettel le ultime due edizioni. Tra i muretti asiatici se la Ferrari non riuscirà a piazzarsi davanti si potrà veramente chiudere qualsiasi discorso e a questo punto si tratterà solo di vedere quando arriverà il quarto titolo.