Sono diversi gli elementi da trattare dopo il GP di Monaco. Sulle strette strade cittadine ha vinto Nico Rosberg al suo secondo centro in carriera dopo quello della Cina dell’anno scorso. Un successo meritato quello del tedesco, arrivato dopo la Pole Position (la terza consecutiva) e dopo aver condotto sempre la corsa nonostante le due Safety Car intervenute e la sospensione del GP a causa di diversi incidenti. A rendere ancora tutto più emozionante è giusto ricordare che la vittoria di Nico arriva 30 anni dopo quella ottenuta da padre Keke che nel 1983 vinceva alla guida della Williams FW08.
Gli incidenti hanno, come tradizione, condizionato Montecarlo dove non è possibile, quindi, pianificare strategie perché qualcosa sempre arriva a stravolgere tutto. Ne sono successi tre, tutti fortunatamente solo spettacolari e senza danni ai piloti. Ha iniziato in corsa Felipe Massa (giro 30) che ha colpito violentemente le barriere alla staccata di St Devote, nello stesso punto dove aveva fatto un incidente nelle prove e ha reso necessario il primo ingresso della Safety Car. Poi è seguito quello tra Chilton e Maldonado (giro 46) con i due che si sono urtati e che ha comportato la sospensione della gara con bandiera rossa e per finire Grosjean ha tamponato Ricciardo con la conseguente seconda SC. Tanta confusione in pista soprattutto con la prima presenza della Safety Car entrata senza aspettare il leader della corsa con i piloti che non avevano ben chiaro cosa fare e forse anche la direzione è andata in tilt; in questa fase e per il tempo perso dietro l’auto che procedeva a velocità ridotta, Vettel si è giocato la vittoria e Hamilton ha perso il podio. L’inglese esce fortemente ridimensionato dal confronto diretto con il compagno di squadra.
Questo è un circuito che ha poco da vedere con la moderna Formula 1. Si corre per il glamour e per l’ambiente unico nel suo genere, ma vedere le monoposto passare sulle stradine del principato fa davvero sorridere. È difficile sorpassare, poco probante a livello tecnico per le vetture e le tanto discusse gomme, e chi parte in testa ha buone possibilità di vincere. Ma piace tanto al pubblico, alle televisioni e alle squadre che possono organizzare eventi e feste con la relativa presenza di Vip e personaggi vari.
Parlando della Ferrari questa è stata la peggiore prova da inizio stagione. Alonso ha portato a casa un settimo posto che vale poco visto che Vettel ha raccolto una seconda piazza e ha aumentato il distacco con gli inseguitori, perdendo altri 12 punti dal leader della classifica. Tra i pochi sorpassi visti ne ha dovuti subire tre da Perez, Button e Sutil e senza il ritiro del messicano e la sosta improvvisa di Raikkonen per una foratura (comunque 10° alla fine) sarebbe andata ancora peggio. Poi c’è sempre da risolvere il problema della qualifica e la squadra deve lavorare per riuscire a partire il più avanti possibile.
Ultimo argomento quello delle gomme. La polemica è scoppiata improvvisa e riguarda alcuni test che la Mercedes ha effettuato su richiesta della Pirelli la scorsa settimana per verificare i nuovi prodotti. Solo che è stata usata la vettura di quest’anno contravvenendo a una regola che impedisce le prove con quelle attuali, ma solo con monoposto con almeno due anni di anzianità. Ferrari e Red Bull hanno presentato reclamo per il fatto e chiesto alla federazione chiarimenti sull’accaduto che al momento non ha dato nessuna informazione in merito, latitando parecchio e mancando ai suoi compiti. Una brutta faccenda che rischia di aprire una serie di polemiche di difficile gestione. Se poi aggiungiamo la vittoria a Monaco della Mercedes ecco che i sospetti aumentano. Ci mancava anche questa per confondere ancora i più le idee.