L’impressione dei primi Gran Premi al sesto capitolo del Campionato Mondiale di Formula 1 sta diventando una certezza: le 4 vittorie consecutive di Hamilton interrotte solamente dal suo collega di scuderia Nico Rosberg che oggi ha dominato a Montecarlo (e che aveva inaugurato il Mondiale proprio con una vittoria) ci dicono che il campionato piloti è solo un affare che riguarda la Mercedes (qui il live della gara). L’egemonia è ormai conclamata, la superiorità indiscutibile, la monotematicità, a questo punto, anche (questo l’ordine d’arrivo). Il pepe sul Mondiale possono quindi metterlo solo i piloti delle monoposto Mercedes e da questo punto di vista non si fanno pregare poiché Rosberg in qualifica ha commesso la scorrettezza che ha portato a rallentare Hamilton sul giro veloce. In gara la strategia dei pit-stop che ha avvantaggiato Rosberg non è stata affatto digerita dall’inglese che non ha usato mezzi termini in sede di team-radio. Scintille e bagarre in gara ma senza che mai i due abbiano realmente duellato muso a muso, complice un circuito nel quale superare è davvero impossibile. Una cosa va però sottolineata: Rosberg ha legittimato la vittoria avendo mostrato di essere più veloce in pista con un Hamilton incapace di andarlo a prendere davvero.

Sul fronte avversari rileviamo che le Red Bull sono un po’ croce e delizia perché difficilmente riescono entrambe ad essere sempre convincenti. Nel tracciato cittadino di Montecarlo Ricciardo conquista un buonissimo podio, controllando con tranquillità la terza posizione, Vettel invece, tradito dal cambio, è stato costretto a un malaugurato ritiro. Difficoltà oggettive quindi per un team che ha stradominato negli ultimi quattro anni.

Come sosteneva Fernando Alonso nella conferenza stampa post qualifiche, il Q3 di Montecarlo, come del resto il Mondiale fino ad ora, è la fotografia della situazione attuale di questo campionato di Formula 1, con le Ferrari costrette ad inseguire scuderie nettamente più forti come Mercedes e Red Bull. Il quarto posto di Montecarlo da parte dello spagnolo è tutto sommato un buon risultato, ma la realtà è un po’ più amara poiché Alonso non ha mai dato l’impressione di poter impensierire i piloti al comando della gara, avendo un ritmo assai più lento. Si poteva puntare decisamente di più su Raikkonen che dopo una partenza brillante il passo gara ce l’aveva ma una sfortuna di quelle da antologia ha voluto che non arrivasse neanche a punti (12a la sua posizione finale) in seguito a una foratura a causa di un contatto con Chilton e la sua Marussia prima, e di un tamponamento con Magnussen sul finale. Si spera sempre in un futuro migliore per la  rossa T14 di Maranello, quando ora il presente dice 3a forza del campionato con un Gran premio del Canada da preparare.

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