Il mistero Fernando Alonso è ancora fitto. In attesa che qualcuno faccia definitivamente chiarezza sull’incidente, per il bene di una F1 sempre meno credibile, il pilota asturiano della McLaren è pronto a rientrare in pista dopo essere stato costretto a saltare il debutto a Melbourne. Domenica, nella clinica universitaria di Cambridge, l’ex ferrarista ha superato la prima parte degli esami medici necessari per tornare a sedersi sulla sua nuova monoposto. I controlli hanno riguardato aspetti della memoria a breve e lungo termine dello spagnolo ma anche prove di riflessi.

F1 Malesia 2015, Alonso ci sarà

Prove che si sono rese necessarie in seguito allo strano incidente dello scorso 22 febbraio quando, sul circuito del Montmelò, la sua McLaren prese la via dell’erba per sbattere contro il muro alla curva 3. Alla perdita di conoscenza, Alonso aveva aggiunto alcune amnesie che lo avevano portato, almeno stando a quanto diffuso da diversi organi di stampa, a non ricordare alcune persone e fatti della sua vita (tra gli altri il fatto di essere ancora in Ferrari, ndr). Ecco perchè si sono resi necessari controlli più approfonditi, effettuati ieri presso la clinica universitaria inglese. La dinamica resta ancora pieni di punti interrogativa: la traiettoria inusuale della McLaren-Honda ha indotto molti a pensare che Alonso abbia perso conoscenza prima di sbattere contro il muro a causa di un malore o della famigerata scarica elettrica sulla monoposto.

F1 Malesia 2015, manca solo l’ok della Fia

Ora per Alonso si attende solo il via libera da parte dei medici della Federazione internazionale che nel frattempo ha portato avanti un’inchiesta: lo spagnolo sarà visitato giovedì a Sepang ma secondo il suo manager, Luis Garcia Abad, la visita con la Fia dovrebbe essere solo una formalità. Dopo qualche giorno di riposo dopo l’incidente, Fernando Alonso ha ripreso ad allenarsi e nei giorni scorsi è volato nella sede della McLaren, a Woking, per allenarsi al simulatore e abituarsi a quello che troverà in Malesia dove le condizioni climatiche mettono a dura prova i piloti che sono obbligati a presentarsi in condizioni fisiche ottimali.