Fernando Alonso difende le sue scelte. Sempre e comunque. Rischiando di peccare di presunzione. Lo scontro con Vettel a Sepang e la scelta di non tornare ai box per aspettare di montare le gomme asciutte ha portato a un ritiro evitabile.

Ma l’asturiano respinge ogni critica e sorride mostrandosi molto sicuro di sè: “Penso che sia stata una malasorte terribile. Mi è bastato sfiorare Vettel, fermo davanti a me a dieci all’ora, e l’ala si è rotta. L’auto non andava male e abbiamo provato a continuare, sapendo che dopo tre giri dovevo fermarmi per il cambio gomme. Purtroppo l’ala ha cominciato a cedere alla fine del primo giro, a 5″ per l’ingresso ai box. Troppo tardi”.

Alonso (foto by InfoPhoto) non mostra dubbi sulla scelta: “È facile dire che dovevo rientrare. Ma, sul momento, era la decisione giusta. Se avessimo fatto uno stop e poi subito un altro, mi sarei ritrovato ultimo senza più speranze. In un anno ci sono due caselle da barrare con un ritiro e qui ho usato la prima”. Stefano Domenicali difende il pilota della Ferrari ammettendo che si è trattato di “un rischio che non dovevamo correre e la cosa non deve più ricapitare”.

Sull’operato del campione di Oviedo è assai meno morbido Flavio Briatore: “Alonso doveva rientrare subito, al 100% - ha detto l’ex team manager Renault ai microfoni de ‘La Politica nel Pallone’ -. I piloti hanno sempre la speranza che succeda qualcosa ma l’unica cosa che poteva succedere è quella che è successa. Non puoi pensare di stare fuori sei giri così, cambi il musetto subito. Credo che abbia chiesto lui di stare fuori ma il team doveva chiamarlo dentro. Ma Fernando dà tutto, può sbagliare una valutazione, non facciamone una storia”. Una storia che è già scoppiata in casa Red Bull.