A coronamento di un weekend pazzo in Ungheria, un GP davvero imprevedibile quello che si è disputato allo Hungaroring. Dopo le qualifiche in cui era successo di tutto, ci mancava solo la pioggia a rendere questo Gran Premio ancora più rocambolesco (qui L’ORDINE D’ARRIVO). La gara è stata infatti dichiarata bagnata ma la pioggia quasi per magia è ben presto scomparsa, ancor prima della partenza. Chi ovviamente ha sofferto di più al via è stato ancora una volta Lewis Hamilton che, in seguito all’incidente delle prove a Hockenheim e obbligato a partire dai box, si è di nuovo presentato alla pit lane al momento dei semafori rossi. Un Hamilton che dal canto suo ha corso una gara maiuscola, aiutato naturalmente dal missile color argento che gli hanno costruito intorno all’abitacolo, arrivando terzo, prima del compagno di scuderia Rosberg, arrabbiatissimo poiché il britannico non ha rispettato l’ordine del team di farlo passare a una decina di giri dalla fine, quando avrebbe potuto guadagnare secondi preziosi su Massa e Raikkonen che lo avrebbero preceduto una volta rientrato in pista dopo la sosta ai box. Attendiamoci la tempesta in casa Mercedes per questi dissapori interni, ma al di là di ciò ci possiamo anche legittimamente chiedere come sia possibile ordinare di farsi da parte a un Hamilton a cui tra incidenti e incendi in qualifica sta succedendo di tutto.

Fatto sta che appena superata la metà di questo Campionato del Mondo di Formula 1, la Mercedes non è più l’unica protagonista e incominciano a verificarsi problemi anche alle frecce d’argento, e non solo di natura tecnica. In Ungheria infatti è l’australiano Daniel Ricciardo a conquistare la vittoria (la seconda stagionale e in carriera) al termine di una gara perfettamente condotta con la Red Bull che torna a ringhiare dopo una stagione altalenante e che con un Sebastian Vettel, giunto settimo, che quest’anno sembra non volerne azzeccare una. Torna invece a far parlare di sé la Ferarri e questa volta in positivo visto che un grande Fernando Alonso finalmente riconquista un podio e forse può essere considerato di diritto il vincitore morale del Gran Premio, poiché ha tentato di resistere con le unghie e con i denti a un Ricciardo arrembante con un auto più potente e gomme decisamente meno consumate.

Note positive anche per l’altro ferrarista, Kimi Raikkonen, che sul tracciato dello Hungaroring porta a casa un incoraggiante sesto posto dopo aver gareggiato in maniera gagliarda (senza dubbio la sua prestazione stagionale più bella e convincente) facendo a sportellate con Vettel nella prima  parte di gara. Un risultato che fa decisamente morale sia dalle parti di Maranello che per Raikkonen il quale non andava a punti da ben due Gran Premi. Chi invece ha deluso le attese sono state le Williams, fino ad Hockenheim la scuderia più in forma di tutte, nonostante l’incidente di Massa rimediato in Germania, con il brasiliano che salvando il salvabile si aggiudica comunque un’onesta quinta piazza. Bottas oggi molto più esangue è giunto ottavo.

LEGGI ANCHE

Griglia di partenza F1 Hungaroring 2014: le qualifiche del GP d’Ungheria

F1 Hungaroring 2014 qualifiche: Pole Rosberg, la Mercedes di Hamilton va a fuoco

Vivian Sibold: le foto della moglie di Nico Rosberg