Il prossimo Gran Premio di Formula 1 si terrà ad Hockenheim, in Germania. Lì due anni fa, la Ferrari centrò la sua ultima pole position. Ovviamente con Fernando Alonso. Era il 22 luglio 2012 e il pilota asturiano si mise tutti alle spalle sotto la pioggia. Da quel giorno ne sono passati più di 700, troppi per il blasone della rossa che sabato a Silverstone ha scritto la sua pagina più nera in qualifica (QUI I DETTAGLI). Il meteo ballerino c’era per tutti e non può certamente essere una giustificazione. Dietro le rosse solo le Caterham e se non è stata penultima fila lo si deve solo alle penalizzazioni di altri piloti. Sedicesimo e diciottesimo posto, una debaclè più pesante di quella malese del 2010.

Tra silenzio del nuovo capo della Gestione Sportiva Marco Mattiacci, la campagna acquisti ai box e le discussioni per il prolungamento del contratto di Alonso, ora a Hockenheim la rossa si augura di cambiare passo: due anni fa la pole di Fernando ha segnato anche l’ultima partenza in prima fila di una monoposto di Maranello. Da allora sono arrivate solamente nove piazzamenti in seconda fila, nel 2014 solo in Austria e Malesia. E pensare che l’arrivo di Kimi Raikkonen, uno dei piloti più temuti al sabato con 16 pole all’attivo, doveva invertire la tendenza. Il suo predecessore, invce, ce l’ha fatta: Felipe Massa a Zeltweg è tornato in pole cinque anni dopo. Peccato fosse con la Williams. Prima che lo stesso Raikkonen, a Silverstone, rovinasse il 200esimo GP del brasiliano in F1 (QUI L’INCIDENTE). Un destino beffardo.


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