In Germania abbiamo visto per la prima volta l’utilizzo delle “strategie preventive”. Solitamente viene tutto pianificato in circuito ma questa volta si è voluto andare oltre. Protagonista l’Operation Center della Ferrari a Maranello che aveva stabilito una tattica basata sull’utilizzo delle gomme a mescola dura rinunciando all’ultimo turno di qualifica per preservare le gomme morbide per l’ultima parte della gara.

Un azzardo che non ha funzionato, perché è bastato l’aumento della temperatura e un treno di pneumatici meno performante di quelli usati al venerdì per rovinare tutto. Alla fine nemmeno un podio. E siamo sempre qui a parlare di una Ferrari che sembra avere un buon passo in gara, ma è sempre in ritardo al sabato durante le qualifiche, tanto da dover tentare qualcosa di diverso e forse troppo estremo. Era forse giusto tentare qualcosa di nuovo; ma non era forse più prudente tentare la sorpresa con una sola delle due monoposto e tenere Vettel più sotto pressione con l’altra? Non c’è stato qualche eccesso di supponenza?

Sebastian Vettel ha così centrato la vittoria nella gara di casa dove finora non era mai riuscito a vincere, recuperando il colpo a vuoto della settimana scorsa quando si era ritirato a Silverstone.
Con questa siamo a 30 successi in carriera e 4 in stagione. Non è stato per niente facile e se lo è dovuto davvero sudare questo primo posto, lottando prima con Grosjean e poi con Raikkonen, rispettivamente terzo e secondo sul traguardo, nello stesso ordine del GP del Bahrein.
Particolarmente avvincente è stato il finale, una vera gara sprint di 10 giri che vedeva i primi quattro raggruppati, affrontarsi con diverse mescole/strategie. Purtroppo per un Alonso in evidente difficoltà il massimo possibile è stato la difesa del quarto posto.

Vettel ha dato un colpo molto pesante alla classifica allungando sul rivale portando a 34 i punti di vantaggio in una gara ricca di colpi di scena non solo in pista. Intanto si è registrato l’ennesimo G.P completamente negativo per Felipe Massa per un testacoda già al quarto giro per cause tutte da capire, ma anche per colpa del pilota.
Molta paura poi ai box per una ruota persa durante il pit-stop di Webber che ha colpito un cameraman procurandogli diverse fratture alle costole e alla clavicola; è sempre pericoloso stare il pit-lane, ma chi lavora deve essere tutelato e sicuramente i meccanici devono essere più attenti nelle fasi di sosta.
L’episodio clou, e potenzialmente di enorme pericolosità, è però legato al ritiro di Bianchi che ha rotto il motore della sua Marussia con una quanto mai spettacolare fumata. Ha parcheggiato la vettura (seguendo tutte le procedure) sull’erba con un principio d’incendio alla fine di un rettilineo in salita. Una volta spenta la monoposto ha iniziato a muoversi all’indietro attraversando pericolosamente la pista e fermandosi contro un cartellone dall’altro lato dell’asfalto. Una situazione davvero rischiosa e non è successo nulla di grave solo perché non sopravveniva nessun’altra monoposto. Ogni tanto ci vuole un po’ di fortuna, ma molta più di attenzione e prontezza negli interventi dei commissari, quella sì è indispensabile.

Parlando delle gomme tutti ne tenevano sotto controllo il comportamento e sono state ancora una volta protagoniste dopo il disastro in Inghilterra, sia pure non per problemi di sicurezza.
La Pirelli ha portato in Germania nuovi prodotti (solo per le posteriori) basati su una nuova struttura in kevlar abbinata alle mescole del 2013. Hanno funzionato nel senso che non ci sono stati scoppi o altro, ma solo una serie sempre troppo lunga di pit-stop, tre per i primi classificati, nonostante le diverse strategie. Dall’Ungheria, prossima tappa,si cambia ancora rendendo ancora più indecifrabile e dipendente dall’adattamento delle monoposto l’andamento delle corse.

In queste tre settimane ci sarà spazio per ai quali, oltre ai giovani piloti, sono stati ammessi anche gli “ufficiali”. Alonso non ha ancora deciso se partecipare, ma finirà per prendevi parte visto che si potranno prova alcune soluzioni tecniche di cui, in questo momento, la Ferrari ha estremo bisogno per migliorare.
La gara di Budapest sarà infatti fondamentale per il prosieguo della stagione. Non ci possono essere altri passi falsi altrimenti Vettel scappa davvero e diventerà, più difficile fermarlo. Siamo solo a metà campionato e se non si registrano progressi per Alonso e la Ferrari tutto rischia di diventare maledettamente complicato.