Il countdown è iniziato. Con 77 punti di vantaggio, praticamente tre gare di margine, Sebastian Vettel è sempre più lanciato verso il suo quarto titolo mondiale e nel giro di un paio di GP ci troveremo a festeggiarlo. Non lo ferma più nessuno il tedesco, giunto alla ottava vittoria in stagione (su 14 finora disputate), la quarta consecutiva, primo anche in Corea, nemmeno le Safety Car che negli ultimi gran premi sono diventate una costante. Non ha dominato come al solito ma ha comunque tenuto sotto controllo la corsa in ogni momento, guidando come piace a lui, scattando in testa al via senza mai lasciare la prima posizione. Ha completato un weekend perfetto con la pole e ha realizzato anche il giro più veloce.

Dal ritorno dopo la pausa estiva ha vinto solo lui con un filotto da fare impressione, si è aggiudicato in sequenza Spa, Monza, Singapore e Yongam, circuiti con caratteristiche molto differenti tra loro. Addirittura potrebbe chiudere i conti già in Giappone domenica prossima, ma in questo caso servirebbe che Alonso si classifichi 9° o 10°. Ha preceduto le due Lotus con Raikkonen secondo (partito in quinta fila) davanti al compagno di squadra Grosjean che completano un  podio motorizzato tutto Renault, arrivati a poco più di 4 secondi ma mai in grado di impensierire Vettel (foto by InfoPhoto).

Segue la vera sorpresa della giornata, Nico Hulkenberg che da quando è stato scaricato dalla Ferrari per il prossimo anno (a favore di Raikkonen) sta dimostrando tutte le sue capacità e sorprende che nessun top team lo abbia masso sotto contratto, anzi rischia di restare a piedi il prossimo anno. Ha resistito in maniera perfetta ai vari tentativi di sorpasso di Hamilton (5°) che ha preceduto a sua volta un deluso Alonso. Lo spagnolo ha vissuto una delle domeniche più negative dell’anno, solo sesto al traguardo, dopo tre podi di fila, incapace perfino di lottare per il podio, sorpassato da tutti e costretto ad accodarsi.

Lo svolgersi della corsa ha provato in tutti i modi a rimescolare le carte con ben due Safety Car,  una per lo scoppio del pneumatico di Perez e la seconda per l’incendio della vettura di Webber a causa di un contatto. Qui siamo davvero scivolati nel grottesco con una Jeep del servizio antincendio in pista a precedere le monoposto mentre non si aveva nessuna indicazione dell’ingresso della Safety Car. Una disorganizzazione incredibile che di sicuro compromette le poche possibilità di tornare nel 2014 su questa pista. E forse questo è un bene! Non si può tollerare l’inefficienza mettendo a rischio l’incolumità dei piloti.

Per la Ferrari quindi tutto da dimenticare, sorpassata dalla Mercedes nella classifica costruttori e con il testacoda di Massa alla terza curva (poi ritornato in zona punti) che per poco non rovina la gara di Alonso. Un’ulteriore conferma che la sostituzione con Raikkonen è stata la scelta giusta.

Per Vettel ormai rimangono da battere le statistiche e se continua di questo passo potrebbe eguagliare il record di Schumacher, quello delle 13 vittorie in stagione. È un azzardo ma non è scontato che non ci abbia pensato. Intanto arrivato a 34 centri in carriera è a – 7 da Senna, nessuno a 26 anni ha vinto così tanto. Anche qui è solo questione di tempo…