D’ora in poi staranno tutti più attenti ai pronostici di Fernando Alonso (foto by infophoto). L’aveva annunciato sabato che c’era la possibilità di centrare un podio e così è stato, ma forse nessuno si aspettava una sua vittoria e soprattutto che vittoria.
Per riassumere la gara bastano le parole del suo ingegnere di pista Andrea Stella che nelle comunicazioni radio dopo la bandiera a scacchi ha gridato un entusiasta “fe-no-me-na-le!”.

Merito dello spagnolo che quando ha una monoposto in ordine non si lascia mai scappare la possibilità di fare il bottino grosso e merito anche della squadra che quest’anno sembra avergli messo a disposizione una vettura davvero competitiva.
Un GP, quello di Cina, controllato sin dal via con una freddezza ed una tranquillità davvero disarmanti per gli avversari, dominato in ogni momento con il team che non ha sbagliato nulla nella strategia e nella gestione delle gomme.

Alonso arrivava con un carico di pressioni davvero rilevante e doveva riscattare l’errore della prova malese dove si era ritirato dopo solo un giro. Lo ha fatto nel migliore dei modi con la vittoria numero 31 in carriera ottenuta dopo ben 12 corse di digiuno e su un circuito dove la casa di Maranello non vinceva dal 2007 (con Raikkonen). Raggiunge così nell’albo d’oro Nigel Mansell che si è subito congratulato via twitter.
La tranquillità con cui ha condotto la gara è nello scambio via radio, sempre con i box, quando gli è stato segnalato che continuava a guadagnare sugli avversari e che non c’era bisogno di andare così forte. Secca la risposta del ferrarista: “ma io non sto spingendo!” Probabilmente sarà la battuta della stagione.

Sul podio a festeggiare con il pilota Piero Ferrari presente per rappresentare il marchio al prossimo Salone dell’auto di Shangai, la più importante rassegna cinese in quello che è diventato anche per il cavallino uno dei mercati chiave per le vendite delle sue GT.

La bravura è stata quella di gestire al meglio le gomme, dove invece gli altri (team e piloti) hanno trovato dei problemi. Bisognerà farsene una ragione ma quella di quest’anno sarà un campionato fortemente condizionato dagli pneumatici, quanto mai imprevedibili con la caratteristica di degradarsi e di perdere prestazioni improvvisamente.
Una vera e propria “formula gomma” che rischia di non premiare in maniera giusta la monoposto ed il pilota più competitivi ma solo chi ha una tattica migliore.
Sia chiaro, non è colpa del produttore italiano che ha solo seguito al meglio le indicazioni della federazione.
Certo che se nell’ultimo turno di qualificazione ben tre macchine (su 10 arrivate a questa fase) non scendono in pista per salvare un treno di gomme nuove per la gara, se per percorrere 300 km servono 4 treni di pneumatici e i primi pit stop sono arrivati dopo soli 6 giri, qualcosa che non funziona c’è! Ormai anche i sorpassi sono decisi dallo stato e dalla tenuta degli pneumatici.

Sul podio insieme ad Alonso troviamo un sempre più concreto Kimi Raikkonen e la sua Lotus che si riconferma dopo la Malesia e Lewis Hamilton su Mercedes, tornata competitiva e partito dalla pole e, questa volta, senza nessun aiuto dai box che ha saputo accontentarsi e non ha rischiato inutili inseguimenti al finlandese.
Tre campioni del mondo sono un bel biglietto di presentazione e altri due sono subito dietro, segno che la qualità e le capacità dei driver servono ancora.

Manca incredibilmente Sebastian Vettel, uno dei piloti che non ha disputato la Q3, preferendo partire nono. La tattica non ha pagato e alla fine solo un quarto posto che serve per mantenere la testa della classifica ma ha mostrato una Red Bull in difficoltà per tutto il weekend cinese. A farne le spese più pesanti ancora una volta Mark Webber, penalizzato in qualifica e spedito in ultima fila, per non avere benzina nel serbatoio (se ne erano dimenticati) mentre in gara non gli hanno fissato una ruota. Capitano tutte a lui.
Button con la 5° piazza ottiene il massimo da una McLaren sempre in difficoltà e benino Massa, sesto al traguardo, incollato al caposquadra nelle prime fasi, attardato nella sosta ai box, ma comunque mai capace di recuperare. Largo ai giovani con un gruppo molto interessante dal 7° al 10° posto con, nell’ordine, Ricciardo che stupisce con la sua Toro Rosso e precede Di Resta, Grosjean e Hulkenberg, che ha comandato la corsa per qualche giro.

Adesso si va in Bahrein tra una settimana, ultima tappa prima dello sbarco in Europa con una classifica molto corta, 4 piloti in 12 punti, ma ci sarà davvero da divertirsi.