Siamo al quinto capitolo di un libro che sembra già scritto, quello dell’egemonia assoluta delle Mercedes in questo campionato mondiale di Formula 1 siglato 2014 visto che le primissime pagine di ogni capitolo di gara sono firmate a caratteri cubitali dai piloti della scuderia tedesca. Dopo il bell’esordio di stagione da parte di Rosberg, Hamilton infila 4 Gran Premi consecutivi e si porta al comando della classifica piloti dopo il Gran Premio di Spagna (qui il Live della gara). Le frecce d’argento non solo risultano imprendibili, ma sembrano non volersi fermare più. Ogni trionfo appare dunque già annunciato nei week-end di gara, dove tra pole e sessioni di prove si ha già quell’impressione di monotonia da vittoria (questo l’ordine d’arrivo).

Gap dunque che sembra incolmabile quello di Mercedes Petronas rispetto alle avversarie. Rispetto a Red Bull (dominatrici degli scorsi campionati iridati), Williams e Ferrari. Già, le Ferrari. Quelle che nonostante il cambio di guardia in ambito di principal management e di nuove soluzioni motoristiche adottate, arrancano ancora mostrando e dimostrando di non essere assolutamente all’altezza dei livelli Mercedes. Alonso è tenace, agguerrito, orgoglioso e ce la mette tutto per far apparire questa distanza meno imbarazzante, ma Raikkonen doppiato negli ultimi giri di gara a Barcellona dalle Mercedes è la fotografia di una situazione di palese inferiorità.

Se la Ferrari risulta indietro nello sviluppo delle sue monoposto, la Red Bull sembra già in fase evolutiva. La RD 10 sta già facendo passi da gigante in questo senso e la doppietta di Ricciardo e Vettel, uno sul podio e l’altro quasi, dimostra che la distanza con le Mercedes può essere ridotta, in considerazione del fatto che nei giri veloci sia Ricciardo che Vettel non erano troppo lontani dai tempi fatti registrare dai due marziani là davanti. Vettel poi ha gareggiato da Vettel: partiva con un evidente handicap (squalificato durante la fase di qualifica) dalla 15a posizione raggiungendo la 4a posizione al traguardo, merito anche di un’intelligente strategia ai box. Forse Montecarlo è troppo vicina per un recupero totale nei confronti delle Mercedes, ma la strada per il marchio britannico è quella giusta.

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