Le condizioni che si sono manifestate a Sakhir non hanno minimamente condizionato Bernie Ecclestone che continuerà a puntare sul Gran Premio del Bahrain (foto qwmagazine.com) anche nei prossimi anni. Ai media inglesi il boss della F1 ha annunciato che la gara si disputerá per altri cinque anni. “Hanno fatto un lavoro fantastico e non vedo alcun tipo di ostacolo a siglare un nuovo contratto quinquennale”.

Se per lavoro intende contenere le proteste della gente contro la violazione dei diritti umani da parte del governo locale, la missione del governo di Al Khalifa è compiuta. Fatta la gara tornano nel dimenticatoio i problemi che nel 2011 portarono all’annullamento della stessa: “Siamo dediti agli sport motoristici e in primo luogo alla Formula 1: vogliamo diventare la casa di questo sport in Medio Oriente” ha detto il direttore del circuito Zawed Alzayani, confermando a breve la firma del rinnovo.

Il fatto di non aver trovato il minimo ostacolo da parte di piloti e team, ligi al regime di Ecclestone, ha agevolato il compito del boss del circus. Si ricordano le parole del campione del mondo Sebastian Vettel: “Siamo qui per lo sport, non per la politica. Questa è solo una gara e niente più”. Il tedesco non se la sente di entrare nel dibattito. Come lui tutti gli altri piloti. Ma se si vuole una gara umana, non nel deserto (vista l’affluenza sulle tribune non solo per la posizione del circuito) e in condizioni normali forse la prossima volta chi ha la possibilità di farlo dovrà smuovere più di una coscienza.

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