Vedere in una sola settimana svanire tutte le belle cose realizzate al GP di Cina fa davvero male. Le premesse erano quelle di una gara da protagonisti e anche Alonso si era sbilanciato su questa possibilità. E le Ferrari lo sono state, ma non in senso positivo, anzi interpretando al meglio il concetto di sfortuna applicato al mondo delle gare auto.
Alla quarta tappa del mondiale di Formula 1 le rosse hanno messo insieme un campionario di infortuni davvero incredibile, prima con Alonso nei giri iniziali vittima di un inconveniente tecnico quanto mai raro come il blocco del sistema DRS e poi con Massa che è riuscito a forare due volte la stessa gomma, senza capirne le cause.
Il problema di Alonso (foto by infophoto) riguarda l’ala mobile posteriore, e precisamente il comando che serve ad “aprire” l’alettone per avere una migliore velocità nei tratti rettilinei del circuito e fondamentale quindi per i sorpassi. Questo è rimasto in posizione aperta per la rottura del sistema di chiusura e il pilota è stato costretto a due soste ai box nei primi 8 giri di corsa nel tentativo di rimetterlo in funzione. Rientrato senza la possibilità di utilizzarlo, con il DRS bloccato, lo spagnolo comunque non si è tirato indietro ed è risalito fino all’ottava posizione dalla 18° dove era finito. Considerando il tempo perso con le due soste (oltre 20 secondi alla volta) e il ritardo per non poter sfruttare i benefici del dispositivo, quantificato in mezzo secondo al giro, si fa in fretta a capire che la possibilità del podio era molto concreta. È arrivato sul traguardo a 37 secondi dal primo e vederlo lottare con vetture che avrebbe passato senza problemi è stato davvero mortificante.
Nelle gare gli inconvenienti tecnici sono un fattore sempre presente e questo fa parte del gioco ma vedere i meccanici sistemare l’ala a colpi di pugni non è stato un bello spettacolo. Per chiudere il capitolo DRS, lo stesso problema era successo anche l’anno scorso a Schumacher e si era dovuto ritirare.

L’eliminazione di Alonso ha aperto la strada a Vettel che ha centrato la seconda vittoria stagionale e si è portato in testa al mondiale gestendola in tutta tranquillità mantenendo la testa sin dall’inizio con la Red Bull che in Bahrein ha gestito le gomme al meglio e non ha sofferto come, invece, era successo in Cina. Dietro al tedesco le due Lotus con Raikkonen che ha deciso di diventare un buon passista (solo due soste) e ha centrato un ottimo secondo posto seguito dal suo compagno di team Grosjean che sembra essersi svegliato e ha ripreso ad andare forte senza fare danni. Inoltre tre motori Renault nelle prime tre piazze con due team diversi.
Una curiosità, questo è lo stesso podio del 2012 e solo tre volte nella storia della Formula 1 si è ripetuto lo stesso piazzamento dell’anno precedente. Da ricordare anche l’ottimo risultato di Di Resta con la Force India, quarto, di sicuro una sorpresa in questo inizio mondiale.

La serie “fratelli-coltelli” si è arricchita di nuovi interpreti. Questa volta è toccata alla McLaren con Button e Perez che non si sono fatti mancare niente tra attacchi decisi, toccate e contatti con qualche strascico nel post-gara. Se il primo avversario è il compagno di squadra direi che abbiamo già un bel campionario da mostrare.

Chiudiamo con le gomme che ancora una volta hanno condizionato pesantemente la gara. Tante e troppe le variabili e ormai è sempre più decisiva la gestione degli pneumatici e non la velocità pura del pilota o della monoposto. Button e Rosberg hanno dovuto fare 4 pit stop ovvero usare 5 treni per finire la corsa, circa 300 km! Il vincitore ha fatto solo tre passaggi ai box (4 treni) e Raikkonen due. Ormai chi non stressa le gomme arriva alla fine e può sperare di vincere. Non è proprio lo spirito della Formula 1, è qualcosa d’altro ma i grandi capi la pensano diversamente, quindi si va avanti così credendo che le soste ai box facciano spettacolo. La massima espressione della tecnologia e della velocità lo deve fare lo spettacolo in altro modo, magari facendo vincere il più forte!