L’ora del Gran Premio del Bahrain si avvicina. Una grande opportunità per la popolazione locale di accendere i riflettori sulle condizioni di vita e le violazioni dei diritti umani da parte del regime di Al Khalifa (visita la pagina di Amnesty per approfondimenti). Anonymous ha minacciato Ecclestone intimandolo di cancellare il GP (qui il video).

Una gara che nel 2011 fu annullata per il conflitto civile mentre lo scorso anno venne messa fortemente a rischio e negli scontri la polizia uccise un manifestante, il trentasettenne Salah al-Qattan. La notizia fece il giro del mondo e per evitare che episodi del genere si ripetano la monarchia assoluta del ricco stato Arabo ha pensato bene di mettere in pratica una violenta repressione preventiva contro i cittadini per evitare qualsiasi interruzione della gara.

Secondo l’agenzia di stampa InfoPAl e Nena News Agency sono decine di giovani catturati e gettati in celle sotterranee di tortura. Lo scorso mercoledì sono state perquisite oltre 40 abitazioni da parte delle squadre antisommossa e dai cosiddetti membri degli squadroni della morte, che hanno arrestato almeno 50 persone.

La conferma arriva anche da Human Rights Watch che parla di raid notturni nei confronti di persone specifiche da parte di ufficiali mascherati che non esibiscono né mandati di arresto né perquisizione per intimorire famiglie e sostenitori degli oppositori. Un giovane, Hussain Kadhem, rischia la morte dopo essere stato colpito in testa dai colpi di un fucile a pallini, sparati a distanza ravvicinata.

Il Centro del Bahrain per i Diritti Umani (BCHR) ha stilato un rapporto sui servizi medici trovando diverse prove che violano la Convenzione di Ginevra e affermando che anche i servizi sanitari sono stati militarizzati e usati come uno strumento per colpire i civili. Una situazione gravissima su cui gli addetti ai lavori si nascondono dietro a un silenzio imbarazzante.