Il passo falso in Canada e le opache qualifiche del GP d’Austria sono state solo un piccolo infortunio. La gara austriaca sul tracciato di Zeltweg vede la Mercedes tornare a occupare le posizioni di vertice in Formula 1. Senza un dominio netto come nelle prime gare dell’anno ma con l’ennesima doppietta stagionale (la sesta doppiette con ben 7 vittorie su 8 gare) che rende il titolo costruttori ormai solo una formalità.

A spuntarla è il leader del Mondiale Nico Rosberg che precede il compagno Hamilton. L’inglese parte benissimo rimontando dalla nona alla quinta posizione superando anche Fernando Alonso. Va male, invece, a Vettel che accusa subito problemi di elettronica alla sua monoposto e viene doppiato da tutti fino al mesto ritiro dopo una dozzina di giri. Il primo pit-stop, alquanto decisivo, pone fine alla supremazia della Williams che aveva centrato una storica doppietta in qualifica  (QUI IL REPORT): Felipe Massa rientra per ultimo e perde virtualmente il podio a favore di Bottas mentre è incredibile la partenza di Perez che, scattato dall’ultima casella, ritarda il pit-stop e arriva a comandare la corsa nonostante le gomme usurate.

Le emozioni finiscono praticamente lì: Rosberg amministra la corsa  mentre Alonso cerca di riportarsi sui quattro senza successo. La notizia del giorno è il primo e meritato podio della carriera per Bottas che ancora una volta precede Massa, penalizzato in parte dalla strategia dei box. Alle spalle delle Williams si piazza Alonso che non fa passi avanti in termini di risultati ma dimostra di avere un passo quasi all’altezza dei primi. Rimandato, ancora una volta Raikkonen, solo decimo. Delusione per le Red Bull nel circuito di casa: dopo aver spinto per riavere il GP austriaco a Spielberg, la squadra di Milton Keynes chiude con la peggiore prestazione mai vista in quattro stagioni: detto di Vettel, Ricciardo chiude ottavo dimentandosi subito del successo di Montreal. A bocca asciutta anche le Toro Rosso.

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