Il GP d’Australia 2015 non entrerà certamente negli annali delle gare più belle della Formula 1. Anzi probabilmente verrà ricordato per la noia mortale che ha travolto spettatori ed appassionati. Purtroppo non è l’unica cosa che attanaglia il circus. Ecco cosa ci ha insegnato la gara di Melbourne:

F1 Australia 2015 report, solo 15 vetture al via

Le 15 vetture che hanno preso il via sono il numero più basso degli ultimi 9 anni e mezzo. Solo il 19 giugno 2005 a Indianapolis si fece peggio ma a causa di un problema di sicurezza dei pneumatici Michelin, con sole 6 monoposto al via. Meno partenti si erano visti solo nel 1958, nel GP Argentina, che a causa delle distanze proibitive presero il via solo 10 vetture. Gli 11 piloti all’arrivo sono il valore più basso per la prima gara dal 2008, quando al GP Australia solo 7 tagliarono il traguardo dopo un incidente gigantesco al primo giro che costò la gara a otto monoposto.

F1 Australia 2015 report, il caos Marussia e Sauber

La Manor (ex Marussia) è in pista ma i suoi piloti. Nè Will Stevens né Robert Merhi sono al volante della propria monoposto. Un problema al software che può costare caro alla scuderia che si sarebbe presentata all’Albert Park solo per avere la sua fetta dei diritti commerciali nonostante sapesse di non poter riuscire a correre. In attesa di capire se Giedo van Der Garde tornerà al volante della Sauber dopo la decisione del tribunale che impone al suo ex team di assegnargli un sedile nel 2015. Probabile che si arrivi a una soluzione di indennizzo economico ma non sono da escludere sorprese.

F1 Australia 2015 report, Mercedes resta la strafavorita 

La Mercedes resta un gradino sopra le altre. L’impegno nei long run nei test pare aver migliorato l’affidabilità della monoposto tedesca che si appresta a vivere un’altra passerella con Hamilton che dovrà tenere buono il compagno Rosberg. La Ferrari firmata da James Allison, però, ha guadagnato terreno e regna un clima sereno nella squadra. L’amicizia tra Vettel e Raikkonen e l’arrivo del nuovo team principal Arrivabene sembrano poter spingere in alto la rossa. Occhio anche alla Williams che, nonostante il forfait di Bottas, conferma Massa sui livelli del 2014. Ma c’è chi fa peggio come la McLaren: ultimi in qualifica, Magnussen ritirato durante il giro di installazione e Button ultimo al traguardo e doppiato due volte. Chissà cosa starà pensando Alonso.

Alla F1 degli ingegneri, la Red Bull non ci sta

La Red Bull pensa di lasciare la Formula 1 con la Renault che avrebbe avviato le trattative per l’acquisto della sorella Toro Rosso. Dietrich Mateschitz, boss della Red Bull, starebbe pensando di vendere il suo team e salutare la massima vetrina del Motorsport. Helmut Marko ha detto che “le attuali power unit sono la soluzione sbagliata per il circus e lo abbiamo detto in tempi non sospetti, quando la Renault era ancora in testa. Poi in mezzo ci si mettono pure le nuove regole tecniche, incomprensibili, troppo complicate e troppo costose. Un progettista del livello di Adrian Newey non può sfruttare tutta la sua creatività a causa di questo regolamento sui motori. Questa è una Formula 1 per ingegneri”. Il ragionamento non fa una piega.

La F1 scopre il web e youtube

Per anni ha snobbato il web. Ora la censura e l’oscuramento pare finito e la Formula 1 sembra aver capito il potenziale del web. Lanciati #hashtag e un canale ufficiale Youtube, praticamente tutto in HD. Nulla di embeddeabile o condivisibile, ovviamente, come la rete insegna. Con Twitter che esiste dal 2009, Google+ è snobbato alla grande mentre della pagina ufficiale Facebook manco a parlarne. Tranquilli, ci arriveremo prima o poi.