Non è ancora partito che già il Mondiale di Formula 1 assume sembianze tragicomiche. L’ultima “barzelletta” sul circus la raccontano tre squadre che non avrebbero pagato a Pirelli la quota annuale, di due milioni di euro, per la fornitura della gomme. A riferirlo i colleghi di Auto Motor und Sport secondo i quali la quota si riferisce allo scorso Mondiale con Bernie Ecclestone in persona ad aver dato un anticipo sui premi in denaro stagionali pagando così la casa di pneumatici. Se così non fosse stato alcune monoposto sarebbero rimaste senza gomme per le prime prove libere.

F1 Australia 2015, l’assegno di Ecclestone per salvare i team

La questione degli pneumatici è solo l’ultima di una Formula 1 sull’orlo del baratro. Fatta eccezione per i team giganti, le squadre minori hanno visto lievitare i loro debiti per i costi cospicui a cui hanno dovuto far fronte negli ultimi anni. Il passaggio ai motori ibridi e la mancanza di sponsor per la crisi economica hanno dato il colpo di grazia alle realtà più piccole. Secondo la Gazzetta dello Sport le squadre Lotus, Force India e Sauber avrebbero ottenuto da Ecclestone complessivamente 14 milioni di euro ciascuna per poter essere al via del Mondiale. Tra le piccole, invece, non c’è più la Caterham che ha messo all’asta tutti i suoi beni.

F1 Australia 2015, il caso della Marussia

Ancor più incredibile il caso della Marussia, diventata Manor solo qualche giorno fa dopo la creazione di una nuova società per lasciare alla vecchia i debiti. Peccato che ora dovrà correre con i motori Ferrari del 2014 e le vecchie monoposto che dovranno rientrare nei regolamenti attuali. A patto di superare le verifiche tecniche e di far qualificare per il GP  i due piloti Will Stevens e Roberto Mehri. Probabile che il software non sia all’altezza visto che, durante il periodo di amministrazione controllata, i computer sono stati “puliti” in modo da potessero essere venduti. Nel paddock si vociferà che non sarà pronta prima del GP del Bahrain e serviranno almeno tre gare prima che possa vedersi sui suoi valori. Ammesso che la sua presenza sia garantita fino a fine stagione.

F1 Australia 2015, la Sauber con la grana Van der Garde

Come se non bastasse, in queste ore in Sauber tiene banco il caso legato al contratto di Van der Garde, che ha trovato il favore dei giudici della Corte del Victoria per tornare a correre con la scuderia svizzera. Mancherebbe il rinnovo della superlicenza: vedremo se la Fia agirà in tempo per il GP. L’alternativa è un indennizzo economico al pilota che però pare non volerne sapere. Con Ericsson e Nasr, che garantiscono sponsor generosi, alla finestra. Quattro team e otto monoposto a serio rischio. Non è un caso se Pirelli, fornitore unico dal campionato 2011, non sia sicura di voler rimanere in questo circus.