Nella prima gara della nuova era della F1 succede che il favorito numero uno per la vittoria del GP (e per il titolo iridato) e il campione in carica e re delle ultime stagioni si ritirino dopo pochi giri. Senza Lewis Hamilton, autore della pole, e un Sebastian Vettel - che difficilmente sarebbe rimasto in corsa per le posizioni di vertice – la gara diventa terreno di caccia della seconda Mercedes di Nico Rosberg che domina all’Albert Park di Melbourne (RIVIVI IL LIVE DELLA GARA) centrando il quarto successo della sua carriera, 19 anni dopo il successo del papà Keke nel primo GP d’Australia di sempre (sul circuito di Adelaide).

Dietro al pilota tedesco si piazza un grande Daniel Ricciardo che salva la Red Bull e soprattutto conquista il primo storico podio della sua carriera (primo podio anche per un pilota australiano nel GP di casa). A stupire, è anche il terzo posto di Kevin Magnussen: il rookie della McLaren è protagonista di una partenza lampo e di una gara pulita e senza sbavature che gli vale il miglior esordio di sempre per un debuttante (emulando campioni come Hamilton e Villeneuve) e il primo podio per la Danimarca nella storia della F1.

La Ferrari delude e torna a Maranello con un’unica nota positiva: quella di aver portato al traguardo e a punti entrambe le vetture. Fernando Alonso chiude quinto senza mai riuscire ad inserirsi per la lotta podio mentre Kimi Raikkonen, toccato in partenza da Kobayashi, si piazza ottavo anche a causa di diversi errori che hanno rallentato la sua rimonta. Ma le rosse hanno corso (pare) senza poter disporre della massima potenza a causa di problemi elettrica. La Toro Rosso, invece, colpisce positivamente portando Vergne e il rookie Kvyat nella top ten (nono e decimo) mentre la Williams coglie un buon sesto posto con Bottas che se non avesse forato sbattendo contro il muro avrebbe centrato un probabile podio (Massa subito fuori travolto da Kobayashi). Tra i team apparsi rinati anche la Force India con Hulkenberg, settimo.

Fatta eccezione per le statistiche e la ‘prima consacrazione’ di giovani promettenti, il nuovo format del circus convince poco. A parte la partenza ritardata, i problemi di tenuta delle monoposto hanno comportato ritiri illustri anche per preservare i motori (cinque massimo a stagione). La Mercedes, nonostante la vittoria e una manifesta superiorità (tre motori ai primi quattro posti), è ben consapevole che il rischio di un ritiro è sempre dietro l’angolo. A Melbourne ha vinto soprattutto la prudenza, vedremo già in Malesia quale sarà il responso della pista.

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