Se non ci fossero le sorprese lo sport perderebbe tanto del suo fascino. Così abbiamo passato giorni a seguire i test invernali della F1 e a cercare di capire le prestazioni, i tempi realizzati, le novità tecniche cercando di fare ipotesi e calcoli su gomme e kg di benzina a bordo, ed ecco che alla prima uscita tutto viene stravolto.

Eravamo pronti ad aspettare la battaglia annunciata tra Sebastian Vettel e Fernando Alonso, dopo il finale della scorsa stagione ed invece, già alla prima gara, spunta in contropiede l’outsider di turno.

In Australia sul circuito cittadino di Melbourne, che come tradizione apre la stagione, si stacca Kimi Raikkonen (foto by infophoto) che, da bravo ex, precede la Ferrari dello spagnolo e poi la Red Bull del tedesco. Per il campione del mondo 2007 arriva così il 20° successo in carriera e tre piloti iridati sul podio sono un bello spot per il mondiale.

Certo si dirà adesso che la Lotus del finlandese aveva dimostrato di essere competitiva, ma di arrivare a vincere subito erano davvero in pochi ad pronosticarlo. Anzi, nessuno.

Merito di una vettura davvero equilibrata e di un gran motore come quello della Renault, ma soprattutto della capacità di “Iceman” di sfruttare al meglio le nuove gomme di quest’anno, studiate proprio per deteriorarsi rapidamente e perdere in fretta prestazioni e rendimento. Invece il finlandese che non sorride mai, neanche quando vince, ha fatto solo due pit-stop contro i tre degli inseguitori, un segnale che oltre che veloce Raikkonen ha ancora una guida che non stressa gli pneumatici. Fatto che risalta ancora di più considerando che ha realizzato il giro più veloce in gara a due tornate dalla fine (segno che ne aveva ancora di gomma) e che ha rifilato un minuto e mezzo al compagno di squadra Grosjean.

La notizia positiva in casa Ferrari è che la monoposto c’è ed è anche competitiva per la lotta nelle prime posizioni. Se il tifoso ferrarista non accetta altro risultato che la vittoria, deve pur ammettere che il secondo ed il quarto posto dei due piloti sono un cambiamento importante rispetto all’anno passato. Alonso ha provato, come sempre, a riprendere la Lotus fino a quando è stato possibile e con la solita tenacia, ma alla fine in chiave mondiale questo podio va più che bene. Quanto a Massa è sempre stato tra i primi e poteva anche fare di meglio se non fosse stato richiamato troppo presto ai box per la seconda sosta. Il primo posto nella classifica costruttori fa morale ed è un bel punto di partenza.

Siamo solo alla prima gara di un campionato lunghissimo con ancora 18 prove da disputare, ma i punti presi all’inizio pesano sempre moltissimo.

Chi invece non è stata all’altezza delle aspettative è la Red Bull che per una volta ha avuto dei problemi in gara non riuscendo a mandare temperatura le gomme. Anche i migliori, quindi,  soffrono e se sul giro secco ed in qualifica è ancora la macchina da battere, con Vettel-Webber che hanno monopolizzato la prima fila, qualche correzione serve per la distanza lunga.

Inoltre ancora una volta Webber deve imparare a scattare allo start. Non si può partire  secondo in prima fila e arrivare alla prima curva in settima posizione, anche se la squadra ha ammesso che la sua vettura ha avuto problemi al kers…

Tra gli sconfitti di Melbourne sorprende non poco trovare la Mercedes e la McLaren.  Le frecce d’argento sembrano veloci, ma divorano subito le gomme andando così in crisi e a niente serve l’impegno di Hamilton quinto sul traguardo con Rosberg ritirato.

La squadra inglese, invece, non sa dove mettere le mani con un progetto difficile da mettere a punto tanto che qualcuno ha ipotizzato al ritorno alla vettura della scorso anno che aveva chiuso alla grande il 2012. Se una cosa così l’avesse pensata la Ferrari chissà che polemiche sarebbero esplose.

Note assolutamente positive, invece, per la Force India motorizzata Mercedes capace di portare tutti e due i piloti in zona punti con il rientrante Sutil settimo dopo un anno di inattività e Di Resta ottavo; non male per un piccolo team.

Adesso tra una settimana si va in Malesia, su un circuito più probante per le monoposto dove si vedranno se i valori emersi in Australia verranno confermati o rimessi in discussione.

Un’ultima curiosità. Ancora una volta nessun pilota australiano ha vinto la gara di casa, una maledizione che continua e che con questo Webber rischia di prolungarsi a lungo.