Visto che lo scenario per questo 17esimo GP stagionale è quello statunitense e, più nello specifico, texano potrebbe starci anche il parallelismo con il film di John Boorman “Un tranquillo weekend di paura”, non distante dal Nord Georgia, location scelta dal regista per dipingere il dramma umano sullo sfondo di una natura selvaggia. Già, perché per Nico Rosberg, costretto a reagire di fronte alla sicumera ostentata dal collega e rivale Lewis Hamilton che al contrario cavalca sull’onda dell’entusiasmo per le ultime vicende che lo hanno visto indiscusso protagonista negli ultimi GP disputati e primo nella classifica mondiale, sebbene solo di 17 punti rispetto al tedesco, il weekend era partito molto male, con il britannico che fino alla mattinata del sabato lo distanziava di 1 secondo netto. Poi però qualcosa è cambiato. Non tanto nella vettura ma nella testa di Rosberg, che ai tempi fulmicotonici del rivale ha risposto da vero campione andando a conqusiarsi la nona pole position stagionale contro le sette di Hamilton e gettando succose premesse per farci pregustare un GP da brividi e senza esclusione di colpi, vista l’importanza dei punti in palio e del significato di una vittoria in termini psicologici (QUI LA GRIGLIA DI PARTENZA).

Naturalmente anche a Austin ci si aspetta una gara “a due cavalli”, quelli della Mercedes, primo perché Rosberg e Hamilton sono i due protagonisti indiscussi di un’intera stagione e, a meno di clamorosi colpi di scena, è improbabile ipotizzare che mollino la presa proprio nel finale di stagione, secondo perché lo strapotere della scuderia della Stella è ormai fuori discussione. Però mai dare tutto per scontato. In gara, come noto, può succedere di tutto e anche se le altre monoposto sono bel lungi dall’essere competitive con le Frecce d’Argento, ci sono innanzitutto vetture dalla meccanica da non sottovalutare come le Williams (che tra l’altro ambiscono fortemente al terzo posto nella classifica costruttori), e piloti quali Ricciardo e Alonso, rispettivamente quinto e sesto in griglia, da cui è lecito aspettarsi di tutto.

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