Durante l’Expo 2015 a Milano circoleranno numerosi risciò. Il progetto di portare venti mezzi a pedalata assistita nel capoluogo lombardo ha raggiunto l’obiettivo. La Zona 1 ha sposato il progetto che sarà supportato dalle commissioni Ambiente e Mobilità. Secondo il Corriere della Sera non saranno liberi di scorazzare per tutta la città ma dovranno circolare solamente nel centro storico oltre che sulle piste ciclabili, nelle aree Ztl, nei parchi e nei giardini. Non faranno concorrenza ai taxi , già in perenne “stato di guerra” contro Uber.

L’idea era venuta tempo fa al pubblicitario Gianluigi Barone dopo un viaggio a Berlino in cui ne aveva provato uno: “Appena rientrato in Italia ho cominciato a promuovere questa mobilità. Presentai un progetto per la circolazione e per come avrebbero potuto rientrare dell’investimento con l’aiuto della pubblicità a chi importava nel nostro Paese i risciò”. Il progetto “VeloLeo a Milano, da e verso Expo 2015” prevedeva la messa su strada di 50 tricicli elettrici fino al 2015, termine dell’Expo. Ora arriveranno i primi 20.

Lo scoglio più duro per Barone, che nel frattempo ha creato la società Ri-Show, è il codice della strada perchè “all’articolo 85, non li considera tricicli, tali sono considerati unicamente i veicoli a motore, ma velocipedi, con la conseguenza che sono esclusi dall’unica attività per cui potrebbero risultare utili alla riduzione dell’inquinamento: quella di noleggio con conducente”. Città come Firenze, Roma e Torino hanno aggirato l’ostacolo con delle sperimentazioni a tempo in attesa del decreto attuativo che consenta di svolgere servizio di noleggio con conducente.

Saranno due gli itinerari: il primo permetterà di vedere i monumenti più importanti della città mentre il secondo sarà dedicato allo shopping nelle vie della moda. I risciò moderni costano circa 8 mila euro e sono diffusi in tutto il mondo, in circa 120 città, da Londra a Tokyo fino all’Australia. Con questo progetto potranno trovare lavoro diversi giovani.

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