Nessuno come lui. Il 13° successo stagionale sul circuito di Valencia da parte di Marc Marquez lo rende unico, probabilmente inimitabile, almeno per qualche anno. Lo spagnolo è dunque riuscito a centrare un altro obiettivo, quello di polverizzare il record di Doohan del 1997 con le sue 12 vittorie nell’ambito di un Campionato Mondiale. Al di là dei numeri però – che fanno naturalmente spavento (non a caso lo abbiamo soprannominato Monster Marc) -, quei 13 centri su 18 GP sono impressionanti, la cosa importante è vedere un ragazzo giovanissimo come Marquez avere una mentalità da vero grande pilota. A titolo già acquisito da tempo, a Valencia il ragazzo di Cervera voleva vincere. C’era stato qualche legittimo passaggio a vuoto negli ultimi appuntamenti, soprattutto dopo l’incoronazione del Mondiale, e anche se esistevano gli estremi per riscattarsi da alcunché, Marquez voleva concludere in bellezza pretendendo quel primato poi raggiunto dopo una gara à la Marquez, condotta da dominatore.

Chapeau e tanto onore però per Valentino Rossi, il nove volte campione del mondo che non molla mai e che campione lo sarà sempre, a prescindere dal fatto che vinca o meno. Anche oggi nel GP della Comunitat Valenciana, dopo una pole da urlo in qualifica, è sempre stato lì, a ridosso di Marquez, protagonista come Marquez di un caleidoscopio di emozioni quest’anno, soprattutto nella seconda parte di stagione, quando ha capito che era giunto il momento di darsi una mossa. Pochi forse i successi, Misano e Philip Island, ma – come si dice – intensi, per uno come lui che l’abbonamento alla vittoria, comunque vadano le cose, ce l’ha sempre in tasca. Il Dottore proclamandosi vicecampione, in barba a Lorenzo e Pedrosa, e soprattutto a quelli che lo davano per finito, ha dimostrato ancora una volta a tutti di esserci, di essere uno a cui la MotoGP non è ancora pronta a rinunciare, di essere il pilota delle sfide impossibili, delle bagarre estenuanti e delle imprese titaniche perché oggi lui sarebbe rimasto incollato alla sella della sua Yamaha anche se a Valencia ci fosse stato il nubifragio, sarebbe rimasto in pista fino alla fine sfidando Giove pluvio e tutto il pantheon di dei del motociclismo. Cosa che invece non è riuscita a Lorenzo, al quale va comunque dato atto di aver compiuto una scelta coraggiosa, quella del “o la va o la spacca”, una scelta che alla fine si è rivelata sbagliatissima: montare le “rain” in attesa di una pioggia che poi ha deciso di non scendere quasi più.

Sfortunato anche Iannone, che  partito benissimo ha poi gradualmente mollato un po’, decidendo di seguire Lorenzo, sobillato però anche da altre motivazioni come il benedetto problema Ducati col degrado delle gomme, e il suo più personale con il braccio sinistro a causa dell’infortunio. Ha dato spettacolo finché ha potuto, e questo è quello che conta in una stagione che lo ha visto crescere e rendersi protagonista di numerosi weekend. Il prossimo anno farà un salto di qualità importante passando al team ufficiale della Ducati, e noi facciamo il tifo per lui. A questo proposito, impossibile non citare l’altro Andrea, Dovizioso, che anche a Valencia si è fatto – perdonate il bisticcio di termini – valere, giungendo quarto dietro Pedrosa dopo aver fatto continuamente a sportellate con il compagno di squadra Crutchlow a sigillo di una stagione anche nel suo caso tutt’altro che avara di emozioni, e congedandoci con un bel “arrivederci” al 2015.

Ordine d’arrivo

Pos. Punti Num. Pilota Nazione Team Moto Km/h Data e ora/Distanza

1 25 93 Marc MARQUEZ SPA Repsol Honda Team Honda 154.4 46’39.627
2 20 46 Valentino ROSSI ITA Movistar Yamaha MotoGP Yamaha 154.3 +3.516
3 16 26 Dani PEDROSA SPA Repsol Honda Team Honda 153.7 +14.040
4 13 4 Andrea DOVIZIOSO ITA Ducati Team Ducati 153.5 +16.705
5 11 35 Cal CRUTCHLOW GBR Ducati Team Ducati 153.5 +16.773
6 10 44 Pol ESPARGARO SPA Monster Yamaha Tech 3 Yamaha 152.4 +37.884
7 9 41 Aleix ESPARGARO SPA NGM Forward Racing Forward Yamaha 152.4 +38.168
8 8 6 Stefan BRADL GER LCR Honda MotoGP Honda 152.2 +41.803
9 7 51 Michele PIRRO ITA Ducati Team Ducati 152.0 +45.710
10 6 45 Scott REDDING GBR GO&FUN Honda Gresini Honda 151.7 +51.191
11 5 8 Hector BARBERA SPA Avintia Racing Ducati 151.4 +56.512
12 4 9 Danilo PETRUCCI ITA Octo IodaRacing Team ART 151.4 +57.000
13 3 69 Nicky HAYDEN USA Drive M7 Aspar Honda 151.4 +57.262
14 2 38 Bradley SMITH GBR Monster Yamaha Tech 3 Yamaha 151.3 +57.517
15 1 7 Hiroshi AOYAMA JPN Drive M7 Aspar Honda 151.3 +58.775
16 19 Alvaro BAUTISTA SPA GO&FUN Honda Gresini Honda 151.3 +58.864
17 17 Karel ABRAHAM CZE Cardion AB Motoracing Honda 151.1 +1’02.389
18 15 Alex DE ANGELIS RSM NGM Forward Racing Forward Yamaha 150.4 +1’15.795
19 70 Michael LAVERTY GBR Paul Bird Motorsport PBM 149.8 +1’26.309
20 23 Broc PARKES AUS Paul Bird Motorsport PBM 149.3 +1’37.212
21 63 Mike DI MEGLIO FRA Avintia Racing Avintia 149.3 1 Giro
22 29 Andrea IANNONE ITA Pramac Racing Ducati 145.4 1 Giro
Non classificato
99 Jorge LORENZO SPA Movistar Yamaha MotoGP Yamaha 148.6 6 Giri
14 Randy DE PUNIET FRA Team Suzuki MotoGP Suzuki 147.7 18 Giri
68 Yonny HERNANDEZ COL Energy T.I. Pramac Racing Ducati 150.0 21 Giri