Uno degli effetti collaterali del decreto sviluppo varato nel 2011 dall’ultimo governo Berlusconi coinvolge anche gli automobilisti. Per la precisione, nella parte che riguarda la cessazione delle attività di Equitalia. Prevista fin dal 2012, alcune proroghe ne hanno prolungato la funzione di esattore per conto degli enti locali su tributi e multe. Ma il 1° luglio 2013 la chiusura diventerà definitiva.

In questi giorni Equitalia ha spedito ai comuni una lettera in cui s’invita, a partire dal 20 maggio, a non inviare più “ruoli”, cioè l’elenco di chi deve pagare tributi o multe. Questo perché non ci sarebbe il tempo sufficiente per incassare effettivamente il dovuto.

Vuol dire che i comuni che non hanno già provveduto a trovare un altro esattore, e sono la maggioranza, si troveranno senza un addetto alla riscossione. Questo potrebbe comportare, ma il condizionale è assolutamente d’obbligo, che le multe non ancora pagate resterebbero tali (trovate degli approfondimenti a questo link).

Si tratta di un’interpretazione che molti hanno avanzato. La materia è complessa e, tanto per cambiare, la normativa è confusa. Fra le grandi città, Roma, Torino e Firenze hanno già affidato ad altri soggetti la riscossione. Milano non ha ancora deciso cosa fare. Alcuni comuni hanno ripreso questa funzione direttamente. Ma tale soluzione ha costi non indifferenti, che i comuni più piccoli, la grande maggioranza, non possono sostenere.

La certezza del diritto è uno dei capisaldi dell’intera nazione. Un’altra, naturalmente.