Sono gli inizi degli anni ’60 e Luigi Frigerio con il fratello Giampiero appena rientrato dal servizio militare
sono sempre più decisi ad elaborare le Gilera di serie vendute nella loro concessionaria. Iniziano così con il progettare dei Kit di trasformazione sofisticati e performanti che consentono ai loro piloti privati di primeggiare anche nei confronti dei piloti ufficiali della casa madre. Proprio questo motivo porterà negli anni a seguire alla rottura dei rapporti con la casa di Arcore. Le preparazioni erano rivolte sia alle moto da cross che a quelle di regolarità con la produzione di una piccola serie di moto Special. La prima elaborazione chiamata “170” venduta al prezzo 85 mila lire consentiva di aumentare la cilindrata del monocilindrico Gilera 125 sino a 170 cm cubici. Il Kit comprendeva test cilindro in lega leggera con camicie in ghisa, valvole 29 mm ( aspirazione ) e 26,5 mm ( scarico ) e imbiellaggio completo. Le dimensioni alesaggio e corsa sono 60X60 con una compressione di 10,2: 1 e 13,5 cavalli a 8900 giri. Il carburatore era di 24 millimetri. Era possibile inoltre acquistare la moto già modificata al prezzo di 390 mila lire all’elaborazione del motore si aggiungeva così un serbatoio con vano portaoggetti fiancatine con serbatoio della lubrificazione della catena e un tubo di scarico performante ed esteticamente più performante e meno ingombrante. In seguito le elaborazioni subiscono continue modifiche con aumento di cilindrata fino a salire fino a 206 cc e infine a 242 cc.

Lo squadrato gruppo termico si presenta con una voluminosa alettatura e viene adottato un nuovo albero motore e nuovi cuscinetti di banco a rulli. L’accensione è doppia con un solo ruttore e due bobine AT esterne e due candele da 10 millimetri favorendo così una miglior combustione e un aumento di potenza e di coppia. Anche la trasmissione primaria ora è a denti dritti, il cambio è a 5 marce 4 nella versione cross, e un peso totale della moto di 97 kg.
Anche l’estetica delle Gilera Frigerio subisce delle continue evoluzioni, con il classico parafango anteriore prima basso e poi fissato ai foderi della forcella per favorire il passaggio del fango . Posteriormente il parafango di fibra di vetro avvolgente con i due portanumeri laterali viene sostituito da un classico parafango in Inox.
Due infine le raffinatezze come il portanumeri sul fianchetto destro e il caratteristico supporto fanale in alluminio fissato all’interno della piastra forcella.
La Gilera Frigerio viene affidata al campione Giuseppe Panarari che debbutterà nel Campionato Italiano Europeo di Regolarità.

Già dalle prime prove di accelerazione la moto non ha rivali e solo qualche guasto di gioventù alle molle delle valvole non le consentono di vincere le prime gare.
Ma nella sofistica officina di Treviglio i fratelli Frigerio continuano a migliorare le loro special grazie anche alla presenza di un nuovo banco prova per i motori.
Ormai è guerra! Il reparto corse di Arcore tollera a fatica la presenza delle Special Made in Treviglio.
Siamo alla fine degli anni ’60 e il duello con i potenti propulsori due tempi diventa sempre più impari. E così gli indomabili fratelli frigerio partono per l’Austria. Nasce il matrimonio con la puch che dominerà le competizioni per oltre un decennio.