Valentino Rossi sul circuito di Aragon è arrivato soltanto decimo eppure la pista spagnola sembrava adattarsi perfettamente alle caratteristiche della sua GP11.1.

Il campione pesarese spiega che ogni modifica tecnica sembra inefficace ma deve lavorare anche su di sé.Valentino Rossi è impetuoso e non lascia spazio a chi lo contraddice.

Dopo il decimo posto conquistato ad Aragon non se la sente più di stare nelle retrovie.

Alla vigilia della competizione aveva elogiato le migliorie tecniche della sua moto ma è stato costretto a ricredersi.

Tutto quello che è stato saggiato sull’assetto della GP11.1 non ha dato i risultati sperati.

La sua Ducati, già dai primi giri, ha dimostrato di avere problemi in fase di accelerazione. Sgommava, è questa l’analisi.

Rossi, infatti, ha dovuto scalare parecchio sul finale per evitare di cadere.

Azzeccare gli pneumatici, però, non sarebbe servito a renderlo più veloce.

Rossi ammette che la stessa Ducati, guidata da Stoner che ad Aragon ha vinto, era sicuramente più veloce.

Il che vuol dire che le migliorie tecniche non sono la causa unica delle sue “disgrazie” in classifica.

Guida molto contratto, dice Valentino, per questo con il suo direttore sportivo ha deciso di lavorare anche sulla posizione  alla guida, condizione necessaria e indispensabile per essere competitivi.