Nell’annus horribilis della spedizione italiana in MotoGP (CLICCA QUI PER APPROFONDIMENTI) spicca certamente la Ducati che per il 2014 si affida al suo ‘profeta’ Gigi Dall’Igna, nuovo direttore Ducati Corse e reduce da diversi successi con Aprilia in Superbike. La rossa di Borgo Panigale non ha conquistato nemmeno un podio in MotoGP nel 2013 e, dopo tante vittorie, ha fatto cilecca anche nel Mondiale SBK con la nuova 1199 Panigale R, lontanissima da Kawasaki e Aprilia nonostante la grande competitività e gli ottimi risultati raggiunti nella SuperStock 1000.

Il terzo posto di Badovini a Mosca non salva la stagione fallimentare di Ducati in SBK che mai, in 26 anni di storia, aveva mancato l’appuntamento con la vittoria. Tra cadute (nessuno è riuscito a domare la Panigale) e polemiche tra team Alstare e i dirigenti, è arrivato anche il ritiro di Carlos Checa (CLICCA QUI PER L’ADDIO DI EL TORO). Nella classe regina del motomondiale il team ufficiale bolognese ha realizzato 19 punti in meno rispetto al 2012 e Dovizioso ha chiuso ottavo peggiorando il sesto posto di Rossi: una moto che resta al palo mentre la concorrenza avanza a grandi passi.

Nonostante il flop sportivo e la crisi economica, Ducati si consola con le vendite che procedono a gonfie vele grazie ai mercati extra-europei grazie. Resta da colmare il gap con la concorrenza: il distacco tra la GP13 Desmosedici e le giapponesi in MotoGP si attesta ancora sull’1”3 ma i test di Valencia hanno confortato il collaudatore Pirro. Crutchlow, talentuoso inglese voluto da Borgo Panigale, ha dichiarato di avere un gran feeling con l’ingegnere veneto e ha chiesto una nuova moto a cui il reparto corse sta lavorando.

In SBK il test post-season di Jerez e Aragon ha visto miglioramenti dei promettenti Giugliano e Davies che hanno trasmesso fiducia alla squadra. Con Dall’Igna si attende una svolta epocale: lui stesso ha ammesso che la risalita in MotoGP avrà la priorità rispetto al progetto SBK. L’obiettivo è puntare al Mondiale entro due anni. Il bagaglio tecnico e la capacità gestionale dell’ex Aprilia in Ducati potrebbero dare l’input per far tornare a brillare la moto emiliana. La luce in fondo al tunnel si comincia a vedere.

LINK UTILI

Valentino Rossi, ultima spiaggia per ritardare il tramonto

Un anno di sport 2013: i top e flop della MotoGP

Un anno di sport 2013: il film della MotoGP

Jorge Lorenzo: non si vince senza una Yamaha più forte

Ducati: la sfida di Dall’Igna, vincere il Mondiale in due anni