Il team Aruba.it-Ducati è protagonista del campionato del mondo di Superbike da quattro anni, un’eccellenza italiana a tutti gli effetti che ha conquistato importanti vittorie su tutti i tracciati del calendario. La nuova stagione vede confermati come piloti due tra i più talentuosi e veloci centauri in circolazione: Chaz Davies e Marco Melandri, pronti ad inseguire il grande obiettivo della vittoria del titolo. Il Team Principal di questa squadra è Stefano Cecconi, a sua volta anche amministratore delegato di Aruba S.p.A, una importante società che offre servizi di web hosting, e-mail, registrazione di domini, servizi di posta elettronica, connettività, housing, server dedicati, virtual private server, servizi di posta elettronica certificata (PEC), firma digitale, e ultimamente anche soluzioni di Cloud Computing, Private Cloud e Cloud Object Storage. Il giovane toscano a capo di questa società ha deciso di raccogliere quattro anni fa la sfida nel mondo delle corse, una passione della famiglia Cecconi, riuscendo a realizzare un grande connubio con Ducati, che sta dando soddisfazioni e successi ad entrambe le parti. Noi della redazione di Leonardo.it abbiamo avuto il piacere di intervistarlo prima del weekend di Imola.

Come funziona concretamente l’assetto tra Ducati e Aruba.it?

Ducati fornisce a noi le moto, porta avanti lo sviluppo tecnico durante l’inverno e durante la stagione, e ci dà la direzione tecnica del team. Tutto il resto ce lo mettiamo noi, quindi i meccanici che lavorano nel box, la logistica, i servizi di hospitality, il marketing sono tutti a carico nostro. 

Andando sul piano sportivo riguardante la stagione in corso, il nuovo regolamento della Superbike 2018 ha danneggiato le performance della Panigale R? 

Prima dell’inizio della stagione eravamo abbastanza preoccupati, perché il cambiamento del regolamento ha avuto un impatto forte sulla Ducati, infatti siamo stati penalizzati al pari della Kawasaki. Durante l’inverno abbiamo fatto i test ed effettivamente non eravamo messi tanto bene. Da questo punto di vista, Ducati ha fatto un lavoro eccezionale, perché sono riusciti a trovare delle soluzioni per ovviare a questo taglio di giri del motore, tanto che siamo arrivati alla prima gara in Australia con un pacchetto competitivo. Abbiamo dovuto lavorare tanto e non era scontato riuscire a colmare il gap che si era formato con le modifiche del regolamento. La partenza però è stata eccezionale, con Melandri che ha fatto una doppietta, poi abbiamo avuto qualche difficoltà con lui a livello di stabilità della moto, ma dovremmo aver trovato una soluzione al suo problema. Chaz Davies è partito meglio rispetto agli anni scorsi, durante i quali è divenuto anche vice-campione. 

Quali sono gli obiettivi della stagione?

Il campionato è divenuto molto più competitivo perché si sono avvicinate anche le altre squadre, specialmente Yamaha e Honda. La concorrenza è molto più agguerrita, noi e Kawasaki ce la sudiamo molto di più rispetto agli scorsi anni, durante i quali siamo stati un gradino sopra agli altri. Quest’anno dobbiamo riuscire a vincere e a portare a casa il campionato, dato che è l’ultimo anno della Panigale R, poi dal prossimo anno ripartiremo da zero.

Stefano Cecconi Ducati-Aruba.it

Aruba.it e Ducati sono un sodalizio che dura da quattro anni nel mondo della Superbike, questa unione può continuare anche dopo il termine di scadenza?

Sono quattro anni che stiamo andando avanti insieme, ma abbiamo un contratto in scadenza nel 2019. Il prossimo anno sarà il primo della nuova moto (Ducati Panigale V4), valuteremo insieme gli obiettivi ma l’intento è quello di proseguire anche dopo il 2019. Sicuramente la nostra idea è quella di continuare fino a quando non vinceremo il mondiale. Questa è la prima condizione per il proseguo della nostra avventura, poi valuteremo. Bisognerà vedere l’equilibrio che ci sarà tra la visibilità, il ritorno di immagine e l’investimento nel corso dei prossimi anni. Ad ogni modo, adesso non ci sono elementi tali per non arrivare ad un rinnovo del contratto, il quale dovrebbe essere una pura formalità. 

Il mercato di riferimento di Aruba.it continua ad essere l’Europa, oppure dopo quattro anni le cose sono cambiate?

Abbiamo scelto di entrare in Superbike proprio perché il calendario è molto più Eurocentrico rispetto ad altre categorie, e questo era sicuramente il mercato più importante di Aruba. Oggi qualcosa è cambiato, infatti stiamo facendo un passo avanti verso la Cina. Abbiamo aperto una filiale cinese di Aruba e cominceremo l’attività di vendita in quel Paese dopo l’autorizzazione ministeriale.  

Le nuove prospettive di Aruba potrebbero portare l’azienda ad entrare in altri ambiti del motorsport?

Sicuramente sì, stiamo guardando con attenzione al mondo delle competizioni motoristiche elettriche come Formula E o Moto E. E’ un mondo del motorsport ancora embrionale, ma che può offrire delle prospettive anche a livello tecnologico molto interessanti. Nel frattempo Aruba sbarcherà a partire dal prossimo anno nella MotoGP come sponsor del team Ducati ufficiale.