Con DriveNow, BMW è ancora fortemente interessata al car sharing in Italia. Obiettivo mettere su strada una flotta mista composta da Mini, vetture elettriche e auto più grandi della casa bavarese. Ecco perchè l’arrivo di DriveNow a Milano è probabile ma non è ancora certo. A confermarlo è stato Jashar Seyfi, responsabile europeo Corporate Development & Strategy di DriveNow, in occasione della tavola rotonda sul car sharing di Milano Sharing City, di cui DriveNow era tra gli sponsor: “Al momento non possiamo confermare il nostro arrivo – ha detto a Quattroruote -. Milano ha molte potenzialità, ma l’apertura non è scontata: servono dei miglioramenti”.

Restano due nodi da sciogliere: l’effettiva integrazione con il trasporto pubblico e la diversificazione delle flotte. Motivo per cui DrivwNow aspetta un passo da parte del Comune. L’assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran intende scrivere entro febbraio il nuovo bando sul car sharing in scadenza nel prossimo luglio. Già nel 2013 il Comune aveva respinto il progetto DriveNow perché non garantiva tutti i requisiti visto che circoscriveva il noleggio al centro di Milano (anziché coprire 120 chilometri di città) e prevedeva l’attivazione a fine anno mentre la scadenza era fissata al primo maggio. Probabile che nel nuovo bando venga allungata la durata delle concessioni e sviluppata “l’integrazione tra car sharing e mezzi pubblici” e una flotta minima per ogni operatore (almeno 200 rispetto agli attuali 80) per scoraggiare proposte estemporanee e poco sostenibili.

Modifiche che potrebbero strizzare l’occhio a DriveNow, vista la volontà del Comune di aumentare la concorrenza ma anche l’importanza del Gruppo BMW (che andrebbe a sfidare le smart di Daimler) e la possibilità di raggiungere nuovi target di cittadini con il car sharing visti i modelli di auto coinvolti. Fondata a Monaco di Baviera nel 2011, DriveNow vanta più di 500mila utenti, e attualmente offre il servizio in nove città europee e due americane (San Francisco e Seattle) mettendo a disposizione una flotta di Mini, BMW Serie 1 e Z1, oltre alle elettriche i3 e ActiveE.

Lo scorso giugno a Berlino, BMW ha comunicato l’ampliamento del servizio di car sharing di DriveNow in alcune città tedesche come Vienna e Londra ma l’intenzione è espandere le flotte in condivisione grazie a una sorta di “co-sharing”. L’auto privata che viene inserita nella flotta del car sharing, che verrebbe utilizzata quando il proprietario non c’è, o ad esempio, è in vacanza.