Morire come Marco Simoncelli, durante la manifestazione per onorare la sua memoria. Un pilota mette in conto tante cose quando sceglie questa professione ma scomparire in questo modo rasenta l’assurdo. La morte di Doriano Romboni  durante le prove del Sic Supermoto Day lascia sgomenti.

Secondo le testimonianze raccolte, l’incidente è molto simile a quello che due anni fa ha portato via il pilota di Coriano. Secondo una prima ricostruzione il 44enne di Lerici, soprannominato ‘Rambo’, ha perso il controllo del suo mezzo durante un cambio di direzione in un punto in cui i due tratti inversi della pista corrono paralleli. La scivolata lo ha poi trascinato nel tratto che altri piloti stavano percorrendo in senso contrario al suo, causando un frontale dagli effetti devastanti. A travolgerlo, ennesima crudeltà del fato, la motocicletta del collega e amico Gianluca Vizziello, 34 enne cresciuto professionalmente sotto l’ala del 44enne di Lerici. Vizziello fatica a darsi pace: “Ho avvertito un colpo fortissimo, non l’ho praticamente visto”.

Il ricordo di ‘Rambo’ passa sui social network: “Non posso crederci. Doriano Romboni un mio amico, rivale di mille battaglie, un combattente con tanto cuore. Che tristezza, ti voglio bene” ha scritto su Twitter Loris Capirossi mentre Marco Melandri parla di un “grande uomo che pilotava la moto come pochi altri. Hai saputo farmi capire come si doveva correre con il cuore”.

Danilo Petrucci sostiene che forse la tragedia si poteva evitare: “Ci siamo fermati subito ed è cominciato quel silenzio bruttissimo che c’è in queste situazioni. I medici sono stati veloci ad accorrere sul luogo dell’incidente, ma l’ambulanza è arrivata solo dopo. Poi è arrivato anche l’elicottero, che però è partito un’ora dopo l’incidente, dicevano che le condizioni erano stabili, respirava autonomamente. Un pilota ce lo mette in conto ma non in una gara di beneficienza. Lì la pista non è sicura, in quei quattro metri si va in un senso ed in un altro…Fatalità? Forse si poteva evitare”.

Sotto accusa i parametri di sicurezza della pista: nel 2004 anche Max Biaggi, mentre si allenava, rimase vittima di un incidente su questa pista procurandosi una frattura al malleolo. Un’inchiesta è già stata aperta per chiarire la dinamica dell’incidente: il pubblico ministero Raffaella Falcione ha disposto il sequestro delle due moto coinvolte mentre i primi testimoni della vicenda sono già stati ascoltati. La manifestazione è stata annullata