Campionato per sole donne in Formula 1? La provocatoria proposta di Bernie Ecclestone di far correre le esponenti del gentil sesso all’interno del weekend di gara del circus ha diviso le pilotesse impegnate nei circuiti di tutto il mondo. La collaudatrice della Williams Susie Wolff, moglie di Toto, non ci sta e rivendica il diritto di lottare con gli uomini: “È una pessima idea, innanzitutto non so in che modo l’organizzazione riuscirebbe a trovare abbastanza piloti per riempire la griglia di partenza. Poi io ho sempre corso in gare ‘normali’, perché dovrebbe interessarmi una categoria riservata alle donne? In cuor mio so che non gioirei per una vittoria in una gara così, anzi, non vi prenderei neanche parte”.

“Lotta a tre per il Mondiale” parola di Carlos Checa

Un’idea che non va giù neanche a Michèle Mouton, grande ex pilota di rally e attualmente presidente della commissione Women & Motor Sport della FIA: “Forse, quando Ecclestone vede che l’audience della Formula 1 cala pensa a qualche soluzione e alle donne solo per lo spettacolo. Sono infastidita e molto delusa!” aveva scritto alla AP. Anche Michela Cerruti ha detto la sua: da poco uscita dalla Formula E e già entrata nella nuova avventura del VLN Endurance Championship con la BMW Z4 GT3, la pilotessa milanese si è affidata a Twitter senza giri di parole: “Il senso di un campionato di sole donne? Inventare un nuovo show e intrattenere, di sicuro non con scopo di ricerca talenti…#maperfavore”.

Donne in Formula 1, Powell e Jorda favorevoli

Il boss del Circus ha incassato pochi pareri positivi. Tra questi quello di Alice Powell, protagonista in Formula 3 e in GP3: “Sono abituata a gareggiare con i maschi e reputo questa chance qualcosa di speciale perché rende il motorsport diverso da altre discipline che invece puntano a dividere i due generi – ha detto a Sky Sports Uk –. Tuttavia mi venisse avanzata la proposta di competere in una serie di donne non rifiuterei. E’ una bella idea”. Un pensiero condiviso da Carmen Jorda, terzo pilota della Lotus: “La F.1 è l’unico sport di vertice al mondo dove uomini e donne competono nella stessa categoria. Questo non è giusto. Una tennista può vincere un torneo, ma una donna non vincerà mai un GP. È come chiedere a Serena Williams di battere Roger Federer. Non fa parte della natura. La differenza fisica, a livello di forza, è troppa. Nell’automobilismo manca un vero percorso agonistico per le ragazze”.